Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno <1921>   pagina <456>
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L. 0. Bolka
far parte del Consiglio, perchè dólce il Romano aveva so­gnato addirittura la Luogotenenza .
4 comprendere in quale difficile ambiente si fosse venuto a trovare il Principe di Carjgnano, riporto le parole testuali del Romano, che dovevo essere il presidente del suo Consiglio di Luogotenenza. Io accettai il potere lusingandomi di poter1 continuare a servire il paese, attuando un indirizzo governativo conforme alla mia politica di conciliazione e di concordia, la quale era, a mio credere il più potente fattore della forza e dell'unità nazionale. Fatale illusione, inescusabile e tanto più grave errore, perchè non volli ascoltare le avvertenze de' miei amici politici. Mi dicevano essi, che il conte di Cavour non mi amava, e voleva spezzare la mia popolarità, chiamandomi di nuovo al potere prima dell'apertura del parlamento; che non eravi della dignità nell'accettarlo, quando a presedere il con­siglio di luogotenenza erasi destinato, con la qualità di segre­tario generale, il giovane Costantino Nigra, uomo ignoto in queste Provincie, ed affatto ignaro delle cose nostre; che io non doveva aver nulla di comune con la consorteria e col conte; né illudermi sulla fusione e sulla concordia dei partiti, lealmente promessa e voluta dal luogotenente, ma troppo aliena dai proponimenti del governo centrale, essenzialmente partigiano, aborrente da ogni elemento non suo, ed apertamente nemico di Gktribaldi e de' ga­ribaldini. Io non temetti né credei a codesti presagi, che pur troppo~si avverarono, non pure a mio danno, che sarebbe stato lieve cosa, ma a rovina del paese. Predominato sempre dalla mìa idea fissa, o a dir meglio, dalla mia grave illusione, della desi­derata concordia degli animi, sperai poterla attuare con la coo­perazione di colleghi bene scelti, e così estinguere quel funesto dualismo creato dalla luogotenenza Farini. Laonde, al 17 gen­naio 1861, il consiglio di luogotenenza veniva formato a questo modo '. (1) Carlo Poerio (presidenza), Liborio Ronia.no (interni), Paolo Emilio Iinbriani (affari ecclesiastici), Giovanni d'Avossa (istruzione pubblica), Pasquale Stanislao Mancini (giustìzia), Silvio Spaventa (polizia), Luigi Oberty (lavori pubblici), Antonio La Terza (finanze), con l'approvazione piena di Cavour. (2)
La difficoltà nello svolgere il programma prefissosi dalla
(1) L. ROMANO, Mem., 114-115.
(2) L. C. BotùsA, Una SUlage di ìétt., 424.