Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <178>
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178 John F. V. Riva
proporzione infinita la fiducia tanto del Direttore di essa Banca che del Cassiere Sig. Enrico Bertelli toscano; e con altrettanta destrezza egli aveva trovato la maniera di sottrarre biglietti di Banca dai pacchi d'altronde bene condizionati. Era osservato in città che egli viveva bene in famiglia, e che vi aveva dovuto sostenere spese eccedenti per gravissime malattie, come dava nell'occhio ch'egli beveva bottiglie più del possibile, e che giocava; ma d'altronde si riteneva ch'egli potesse soddisfare a queste spese maggiori colle mancie ch'egli sapeva procurarsi dalle parti che accorre­vano a lui per loro affari presso la Banca. Accidentalmente si venne in sospetto d'una eventuale sottrazione; venne un Ispettore dalla Sede della Banca, fu eseguito un esatto riscontro di cassa, e fu constatato l'ammanco di L. 9.452.
D Da Riva confessò tutto il suo reato, ma il Cassiere Bertelli, siccome vero ri­spondente d'ogni ammanco di cassa verso la Banca Nazionale, dovette subito supplire e pagare del proprio detto ammanco. Furono intavolate pratiche per procurare che il Da Riva potesse soddisfare all'importo indebitamente appropriatosi, ma essendo queste riuscite infruttuose, ed essendosi intanto propalata la voce di questo delitto, il Da Riva fu arrestato, ed ora trovasi in carcere. La famiglia di lui, consistente della moglie, un figlio gravemente ammalato ed un altro malsano, partì per Alba in Piemonte da dove è detta sua moglie.21)
Il processo ebbe luogo il 6 giugno 1878 nella Corte d'Assise del Cir­colo di Belluno nel vescovado vecchio in Piazza del Duomo, sotto la presidenza del cav. Vittore Vittorelli di Venezia, assistito da due giudici e 14 giurati. Dopo le deposizioni dei testimoni, il Pubblico Ministero chiede un verdetto di colpabilità, pur ammettendo le circostanze attenuanti; il difen­sore, l'aw. Giovanni Bianco, chiede un verdetto negativo per l'accusa di furto qualificato e sviluppa la tesi di forza semirresistibile ai sensi dell'art. 631. La Corte accettò la tesi della difesa, aggiungendo tuttavia che essa nulla toglieva alla sostanza dei fatti [...] e, cioè che il Riva abbia sottratto in più riprese dalla cassa della Banca Nazionale, nelle occasioni che veniva dal cassiere autorizzato ad esigere e pagare, una quantità di biglietti di banca ed abbia dai medesimi per conto proprio tratto profitto.22)
La giuria, dopo un'ora di deliberazione, trovò Luigi colpevole di furto qualificato superiore a Lire 500, ma chiese che gli fossero accordate le attenuanti. La Corte condannò quindi Luigi alla pena di quattro anni di carcere, più il pagamento delle spese processuali verso il R. Erario ed il risarcimento del danno di Lire 9.452 verso il Cassiere Enrico Bertelli. La pena fu successivamente diminuita di sei mesi in virtù del Reale Decreto
2J) Da ANTONIO MARESO BARZOLU, Annali di Belluno, 1877, Manoscritto n. 786, parte 111, fogli 57-58, in Biblioteca Civica di Belluno, Musco Civico. Dato fornitomi dal per. Michele Cau di Agordo.
?3 Dal verbale di Dibattimento tenutosi nella Corte d'Assise di Belluno nella causa contro Riva Isidoro detto Luigi, pp. 28-33.