Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <183>
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JL.L Riva dei Milk di Marsala
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impossessarsi illecitamente anche di qualche banconota. Fu denunciato ed arrestato (e nemmeno la moglie sapeva degli "extra" che guadagnava) per un ammanco di 9 mila e 452 lire. Un capitale per l'epoca, racimolato dal primo dicembre 1874 al 18 dicembre di tre anni dopo. Allora la Monarchia non scherzava e la giustizia era inesorabile. Il 6 giugno del 1878 comparve davanti alla Corte d'Assise di Belluno e fu condannato, per un furto che oggi farebbe sorridere, a 4 anni di galera. La sentenza è inesorabile: ebbe, in virtù del Reale Decreto d'Amnistia del gennaio del 1878, un abbuono di sei mesi, ma gli altri restarono e dovette scontarli tutti. Oggi una sentenza del genere fa rabbrividire. Soprattutto se si pensa alle cifre astronomiche a cui la corruzione moderna ci ha abituati.
L'articolo del Bevilacqua deformato dal Gasgettino dalla copia origi­nale sottomessa dimostra che le sue ricerche erano superficiali. Se si fosse rivolto all'Archivio Centrale dello Stato a Roma avrebbe reperito nei fondi del Ministero dell'Interno, sotto Ì Mille di Marsala, il fascicolo perso­nale di Luigi Isidoro Riva che gli avrebbe permesso di valutare le vere ragioni che spinsero Luigi Isidoro ad una sottrazione sistematica di banco­note dalla Banca Nazionale di Belluno. Non bisogna dimenticare che 9.452 Lire costituivano una grossa somma nel secolo scorso e che il fratello Giovanni riceveva uno stipendio di Lire 500 annue come maestro elementare a Voltago e Tisèr!
Nulla ricorda Luigi Isidoro a Tisèr, né nella sua casa natale, né nelle vie del paese. Nel 1960 la provincia di Belluno, in occasione del centenario della Spedizione dei Mille, eresse una lapide nella Piazza del Duomo a Belluno agli otto membri provenienti dalla provincia, tra i quali c'è Riva Luigi Isidoro da Gosaldo (Tisèr fa parte del comune di Gosaldo). Nel 1982, nel centenario della morte di Garibaldi, anche la cittadinanza agordina volle onorare i quattro garibaldini dell'Agordino con una lapide murata sulla facciata dell'antica casa dei Riva sul Corso del Broi; tra loro c'è il nome di Riva Luigi, detto questa volta da Agordo. Il nome di Luigi Isidoro Riva appare anche sulla targa alla memoria dei fratelli Riva murata il 13 luglio 1997 sulla casa dei Riva a Digomàn.
Figli e discendenti.
Il figlio Osvaldo si stabili a Torino e divenne proprietario di una sar­toria da uomo. Egli cercò di nascondere la deformità fisica causata dal morbo di Pott, attribuendola ad una brutta caduta da cavallo mentre era militare. Nel 1907 sposò Anastasia Caterina Goda, anch'essa una sarta da uomo, nata a Torino nel 1870, da cui ebbe la figlia, Margherita Anna Caterina, nata a Torino il 26 febbraio 1909. L'Osvaldo mori improvvisa-