Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Umbria. Storia. Secoli XIX-XX
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188 Lucio D'Angelo
dell'imperialismo , ossia gli anni in cui tutte le potenze europee si abbandonarono a una gara sfrenata per il possesso di sempre più vasti domini coloniali, mettendo più volte in pericolo, con il loro scellerato comportamento, la pace in Europa. Anche l'Italia, da parte sua, dopo aver occupato, nel febbraio del 1885, il porto di Massaua, sul Mar Rosso, aveva tentato di penetrare verso l'interno dell'Eritrea, in direzione dell'Altopiano Etiopico. Nonostante il massacro di una colonna di nostri soldati, avvenuto a Dogali il 26 gennaio 1887, il governo italiano, presieduto da Francesco Crispi, non aveva rinunciato né a proclamare, il 1 gennaio 1890, l'Eritrea colonia italiana, né a riprendere, a dispetto della condizione finanziaria rutt'altro che florida del paese, i dissennati tentativi di penetrazione in Etiopia, finiti poi in maniera tragica con le rovinose disfatte dell'Amba Alagi, il 7 dicembre 1895, e di Adua, il 1 marzo 1896.
La nascita fra il 1885 (allorché venne costituita la Società per l'arbitrato internazionale e per la pace di Torino) e il maggio del 1896 (quando vide la luce il Comitato per la pace di Torre Pellice) di oltre una quindicina di società pacifiche borghesi fu la via attraverso cui molti radicali, repubblicani e liberali cercarono di diffondere in Italia i principii della pace e della giustizia internazionale e di creare, quindi, nel paese una solida cultura pacifista. In tal modo essi intesero dare una risposta, forse un po' ingenua, ma convinta e ferma, sia a quei governanti che con le loro scelte imperialistiche mettevano di continuo a repentaglio la pace europea, sia al governo di Roma, il quale non si peritava di sperperare ingenti risorse finanziarie, che avrebbero potuto essere impiegate per risolvere almeno una parte dei gravi problemi sociali che tormentavano il paese, in imprese coloniali del tutto improduttive sotto il profilo economico o, nella migliore delle ipotesi, in non meno sterili spese militari, secondo quanto era imposto all'Italia dalla Triplice Alleanza, come in quegli anni denunciò in maniera ripetuta e con grande vigore specialmente il radicale piemontese Edoardo Giretti, uno dei fondatori e sino al 1900 presidente del Comitato per la pace di Torre Pellicce
Queste considerazioni spinsero un discreto numero di piccoli e medi borghesi e di rappresentanti della bassa aristocrazia a iscriversi alle associazioni pacifiste ufficiali italiane. Anche alla Società per la pace e l'arbitrato internazionale di Perugia aderì un numero abbastanza alto di persone. Essa giunse a contare, infatti, 143 soci, fra i quali sei donne, alla fine del 1893;11) 164 soci, tra coi 16 donne, nell'aprile del 1894;12) 175 soci, tra i quali 26
,(0 L. D'ANGELO, Pace, liberismo e democrazia eh.
') Almanacco Umbro della pace per l'Anno 1894, Perugia, Guerra, 1893, pp. 3* e 4 di copertina.
l23 ASP, Società per la Pace ed Arbitrato Internationale di Pemg'a, b. 1 ( Costituzione della Società Pace e Arbitrato in Perugia. Azione, conferenze e carteggi 1891-95), 2, Elenco Soci nel 1894.