Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Umbria. Storia. Secoli XIX-XX
anno <1998>   pagina <191>
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JL Tiberi e il pacifismo democratico 191
In effetto, la guerra di Libia e, con ancor maggior evideirza, lo scoppio del primo conflitto mondiale dimostrarono in modo inequivocabile come per Tiberi e per il gruppo dirigente della Società per la pace e l'arbitrato internazionale di Perugia, come, del resto, per i dirigenti di quasi tutte le società pacifiste borghesi italiane, a cominciare dal radicale ed ex garibaldino Ernesto Teodoro Moneta, presidente della più importante associazione pacifista democratica del nostro paese, l'Unione lombarda per la pace e l'arbitrato internazionale di Milano, nonché premio Nobel per la pace nel 1907j23) la pace internazionale andasse perseguita e difesa solo se non fossero state messe in pericolo l'indipendenza, la libertà e la cultura italiane o se essa non si fosse scontrata con gli interessi particolari dell'Italia e come per essi, di conseguenza, l'amore per la patria altrui fosse subordinato, in buona sostanza, a quello per la propria. H loro era, insomma, un pacifismo condizionato.24) Non è casuale, d'altra parte, che nel luglio del 1889, ren­dendosi interprete dei sentimenti irredentisti, antiaustriaci, antitriplicisti e anricrispini della sinistra democratica perugina,25) Tiberi si fosse fatto pro­motore della fondazione a Perugia di un comitato dell'appena costituita Società Dante Alighieri,26) il cui fine istituzionale era per l'appunto come recitava l'articolo 1 del suo statuto di tutelare e diffondere la lingua e la coltura italiana fuori del Regno.27)
In proposito si vedano M. COMBI, Ernesto Teodoro Moneta premio Nobel per la pace 1907, Milano, Mursia, 1968, pp. 93-94, 159-162; F. PlERONl BORTOLOTTI, La donna, la pace, l'Europa. L'Associazione internazionale delle donne dalle orìgini alla prima guerra mondiale, Milano, Angeli, 1985, pp. 227, 230, 248-250, 253, 282, 316-320; S. E. COOPER, Patriotic Pacifism cit, pp. 157-158, 169, 172-173; V. GROSSI, Le pacijìsme européen cit, pp. 53-54, 166, 259-264, 268-278, 280, 282-283; L. D'ANGELO, Pace, liberismo e democrazìa cit, p. 125 sgg.
*Q L'espressione è di F. PIERONI BORTOLOTO, La donna, la pace, l'Europa cit, p. 227.
29 U. RANIERI DI SORBELLO, Perula della bell'Epoca. 1859-1915, Perugia, Volumnia, 1969, p. 392; e L. TOSI, Reazione agraria e origini del nazionalismo a Perugia, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, LXXTV (1977), 2, p. 336.
2Q II Comitato Perugino della Dante Alighieri dalla sua fondazione ad oggi, Perugia, Tip. Umbra Benucci, 1911, p. 21, in cui si legge che il Comitato Perugino della "Dante Alighieri" è stato fondato, auspice il prof. Leopoldo Tiberi, il 28 luglio 1889 e fu tra i primissimi dell'associazione. Secondo U. RANIERI DI SORBELLO, Perugia della Bell'Epoca cit, p. 392, che ha indotto in errore pure L. TOSI, Reazione agraria e origini del nazionalismo a Perugia cit, p. 336, Tiberi costituì la sezione di Perugia della Dante Alighieri nel novembre del 1894, ma quella da lui indicata e una data senza alcun dubbio sbagliata, poiché il comitato perugino era sicuramente già in vita nel 1890-91, come si desume senza possibilità di equivoci sia da ARCHIVIO STORICO DELLA SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI (Roma), f. 1890, A. 10, relazione manoscritta presentata dal Consiglio centrale provvisorio al I Congresso della Dante Alighieri , svoltosi nel marzo del 1890, sia dagli atti del II Congresso della Dante Alighieri, tenutosi nell'aprile del 1891, pubblicati in Atti della Società Dante Alighieri per la diffusione della lingua e della coltura italiana fuori del Regno, 1 (luglio 1891), pp. 2, 10, 16 (dove compare anche il nome di 'liberi, proprio come delegato del comitato di Perugia).
W Sulla Dante Alighieri si vedano i due approfonditi lavori, complementari fra loro, di B. PISA, Nazione e politica nella Società Dante Alighieri, Roma, Bonacci, 1995 e P. SAL-VETH, Immagine nazionale ed emigratone nella Società Dante Alighieri, Roma, Bonacci, 1995.