Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Umbria. Storia. Secoli XIX-XX
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1998
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201
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L. Tiberi e il pacifismo democratico 201
propaganda; ma ora che la guerra è accesa, noi non possiamo avere altro desiderio che quello di raggiungere una pace con onore e con vantaggio della patria nostra. In conseguenza la parola, che, quest'anno, i pacifisti possono rivolgere, nel giorno consacrato alla Festa della pace nel mondo civile, alla nazione, non può contenere, che questo nostro vivo desiderio di vedere posto fine alla violenza, e ristabilita l'armonia tra i paesi contendenti, non appena sia possibile di trovare una soluzione onesta e decorosa alla quale hanno diritto le due nazioni belligeranti, che hanno dato prova, ambedue, di valore, di fermezza e di indomabile coraggio.47)
Del pari, scrivendo il 17 settembre 1912 al presidente del comitato organizzatore del XDC Congresso universale della pace, convocato a Ginevra dal 23 al 28 settembre 1912, per comunicargli in forma ufficiale la decisione della Società per la pace e l'arbitrato intemazionale di Perugia e dei comitati umbri ad essa collegati di non inviare propri delegati a un congresso che, come tutto lasciava intuire, si proponeva di condannare senza vie di mezzo e senza appello il comportamento patriottico di quei pacifisti italiani i quali, come Moneta e l'Unione lombarda per la pace e l'arbitrato internazionale, avevano dato il proprio sostegno all'impresa libica, Tiberi notava:
La Società della Pace di Perugia, come pure le altre Società dell'Umbria, non hanno né promossa, né incitata, né lodata l'impresa italiana di Libia; ma esse non hanno potuto disconoscere che potenti interessi nazionali portarono ad un conflitto che al principio pareva di breve durata, di mediocre importanza, che aveva fl. carattere di liberare un popolo dalla dominazione dei suoi oppressoti.
Le Società dell'Umbria esprimono il desiderio vivissimo che possa al più presto essere stipulata una pace onorevole, tale da metter fine ad una guerra dalla quale potrebbero nascere le più micidiali conflagrazioni in Europa.
Esse deplorano che molte altre Società non vollero riconoscere che oltre il sentimento umanitario c'è in ogni buon cittadino anche il sentimento patriottico, che non può essere sradicato senza ferire una delle più nobili e generose virtù umane. Per conseguenza queste Società non piegheranno mai all'ingiunzione di farsi, in un caso simile, libelli ai legittimi poteri dello Stato, che non si difende solamente alte frontiere, che materialmente lo determinano.
Le Società dell'Umbria, non potendo separare l'amore della patria dall'amore dell'umanità, tanno voti, perché le violenze abbiano fine e perché presto venga la pace che sola potrà guarire le ferite e riparare le perdite che si ebbero dalle due parti
Avendo infine ragioni di sospettare che queste considerazioni non otterranno il favore del Congresso di Ginevra, tanto più che una parte considerevole dei suoi membri ha fin da principio fatto conoscere la sua opinione, che è ben lontana dall'essere imparziale e serena, per evitare lo spettacolo di pacifisti in lotta tra essi,
*>> BNCF, Carte Angelo De Gubematis, cass. 122, f. 18 (Tiberi Leopoldo), lettera di Leopoldo Tiberi ad Angelo De Gubcrnaus del 3 febbraio 1912.