Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Umbria. Storia. Secoli XIX-XX
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1998
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203
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L. Tiberi e il pacifismo democratico 203
che non hanno mai demeritata. Questo è uno dei punti salienti della riconciliazione. Io spero, caro professore, che vorrà unirsi con me in quest'opera di riconciliazione. Non siamo, pur troppo, molti e se ci dividiamo, che potremo fare, che ci rimarrà altro se non sparire?50)
Ma l'intransigenza dimostrata di lì a poco dal consiglio direttivo dell'Unione lombarda per la pace e l'arbitrato internazionale nella scelta delle persone che avrebbero dovuto far parte del Comitato di Conciliazione convinse ogni giorno di più Tiberi che i suoi sforzi erano destinati al fallimento e lo spinse ben presto a desistere dalla sua iniziativa.
Il rapido fallimento del generoso tentativo di Tiberi non è rilevante solo per le vicende interne del movimento italiano per la pace. Esso, infatti, denota in modo evidente la progressiva perdita di peso politico della Società per la pace e l'arbitrato internazionale di Perugia in seno al pacifismo democratico italiano.
Ancor più che in occasione dell'impresa libica, l'ispirazione patriottica del pacifismo di Tiberi e dei dirigenti della Società per la pace e l'arbitrato internazionale di Perugia venne a galla dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale. Già poche settimane dopo la dichiarazione di neutralità resa dal governo italiano, presieduto da Antonio Salandra, Tiberi e gli altri pacifisti perugini presero a sostenere la necessità, come prima o poi fecero tutti i pacifisti democratici italiani, incluso Giretti,51) che l'Italia intervenisse nella guerra al fianco della Francia e dell'Inghilterra, contro l'Austria e la Germania. A loro giudizio, difatti, il conflitto scoppiato nell'estate del 1914 rappresentava l'occasione a lungo attesa per completare finalmente l'opera del Risorgimento con il ricongiungimento di Trento e Trieste alla patria italiana. Nel medesimo tempo, erano del parere che occorresse far di tutto per sconfiggere l'imperialismo, il militarismo e l'autoritarismo austro-germanici, cosi da garantire a tutti i paesi europei la libertà, la democrazia e una pace equa e durevole. In altri termini, essi auspicavano con forza che quella che si stava combattendo fosse l'ultima guerra, vale a dire la guerra in grado di assicurare all'Europa e al mondo una pace fondata sulle solide basi del diritto e della giustizia intemazionale. I motivi che indussero Tiberi e il gruppo dirigente della Società per la pace e l'arbitrato internazionale di Perugia ad aderire, con incoerenza soltanto apparente rispetto agli ideali pacifisti, alla causa dell'interventismo democratico sono spiegati con semplicità ed efficacia in una lettera vibrante di commozione che il presidente
*9 BNCF, Carte Angelo De Gubernatis, caas. 122, f. 18 (Tiberi Leopoldo), lettera di Leopoldo Tiberi ad Angelo De Gubcrnatra del 6 febbraio 1913.
WJL D'ANGELO, Pace, liberismo e democrazìa cìt, p. 184 sgg.