Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <206>
immagine non disponibile

206 Mario di Napoli
ed in diversi contesti, mi sembrano individuare una compiuta e consape­vole sua visione e valutazione del moto risorgimentale, dei suoi punti di forza e dei suoi limiti.
H più ricorrente motivo della riflessione perticoniana sul Risorgi­mento è la sottolineatura dell' esperienza politica e sociale del '48 che a distanza di un secolo e ancora prima suggestiona ed affascina come un miraggio.4) Ma il problema storiografico che egli si pone è nella spie­gazione dell'insuccesso di quelle forze rivoluzionarie che nell'anno fatale avevano sconvolto ogni angolo dell'Europa. Scrive, infatti, che tutta la storia della nostra unificazione politica è visibilmente dominata dal­l'esperienza del '48 e dall'ombra di scetticismo, che il suo fallimento ha generato insieme ad un senso di amarezza ed umiliazione, cui il fugace ot­timismo del '60 non riesce a fare da adeguato contrappeso.
A suo avviso, di quell'insuccesso fu responsabile la separazione del piano politico dal piano sociale che seguì l'iniziale concordia della duplice rivoluzione quarantottesca, insieme borghese e popolare, moderata e de­mocratica. Egli ha ben presente le vicende della sua Sicilia, in cui nel punto culminante della crisi [...] le due spinte si sommano e determinano i risultati cospicui del movimento, salvo a dissociarsi ben presto quando la classe dirigente dell'isola si rinchiude nella rivendicazione di valori e ideali comunque conciliabili col privilegio. La figura di Filippo Cordova, e la sua lungimirante proposta di vendere le proprietà pubbliche ed ecclesiastiche, costituiscono un'eccezione.5)
Ma Perticone non si limita a questa considerazione regionalistica e punta ad affermare la fondatezza di una considerazione sociale e concreta dell'urto rivoluzionario del nostro Risorgimento nazionale , di contro alla linea del patriottismo idealistico. A suo dire, applicando il principio cau­sa-effetto come criterio esplicativo, se ed si limita a considerare il Risorgi­mento come fermento di idee e esplosione di entusiasmi, si è costretti a ritenerlo un mistero, un miracolo, un prodigio. H moto risorgimentale si anima non solo contro l'oppressione politica, ma anche contro la miseria economica.
Perticone polemizza con quella che chiama la storiografia ortodossa che insiste sulla solidarietà fra le classi nel moto quarantottesco ed ha buon gioco nel rilevare piuttosto che, a Parigi come a Palermo, è proprio tale solidarietà iniziale a non costituire un'eredità per il futuro, bensì un'effimera parentesi Anche la celebrazione del centenario si è impanta­nata, a suo giudizio, nell'erudizione e nell'accademia, senza cogliere il tes-
4) G. PERTICONE, Movimenti sodali e partiti politici cit, pp. 556 sgg.
5} Si veda oggi Katerpretazione del personaggio di F. DELLA PERUTÀ, Conserva­toti, liberali e democratici nel Jkisorgimento Milano, 1989, pp. 145-205.