Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <207>
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G. Perticone e il Risorgimento 207
suto sociale, il gioco degli interessi concreti È quella storia delle grandi linee che è la storia dei luoghi comuni e delle menzogne convenzionali.
Invece, a suo avviso, il '48 proietta come un cono d'ombra sul suc­cessivo sviluppo del processo risorgimentale, Teredità fatale di uno scetticismo pessimistico, che spiega, con la sua persistenza, l'immo­bilità, l'insensibilità, la fiacchezza delle classi medie, l'astensionismo, la vil­tà, la tenace ostilità delle plebi, sempre memori dell'antico regime, della sua forza di resistenza, ma anche della sua capacità di ritorno .9 Per con­verso, per quelle éiites che riuscirono a superarlo, ne deriva, nella fiducia del successo, l'audacia, il sacrificio, l'eroismo dell'insurrezione, che può aprire la strada a un movimento di massa.
Si tratta, però, di una potenzialità destinata a non essere sviluppata: degli uomini del Risorgimento, solo Mazzini cercò la dittatura attraverso un apostolato, per il popolo e con il popolo; gli altri soppressero questo termine del problema e si servirono delle éiites, che Mazzini aveva formato con l'illusione di operare sulle masse. Anche dopo l'Unità, né la Destra né la Sinistra andarono oltre il paternalismo oppure la declamazione, mentre toccherà al movimento operaio fare da sé, allontanandosi dallo stesso Mazzini per l'influenza prima garibaldina e poi bakuniniana.
Come ha scritto Carlo Vallanti, in Perticone tutta la tradizione del Risorgimento viene riletta al lume del comportamento delle classi dirigenti con il chiaro intento di demistificare le stagioni radiose della storia nazio­nale.7)
H Perticone storico, ma anche il Perticone politico, simpatizza quindi per la linea democratica e rivoluzionaria del processo risorgimentale. Egli individua un bersaglio polemico perciò in Vincenzo Cuoco, che dal Croce era invece stato esaltato come il padre spirituale della linea moderata,8) SÌ pensi che, recensendo il volume sul pensiero politico italiano dei secoli XVTII e XEX di Luigi Salvatorelli, egli sceglie di soffermarsi proprio sul Cuoco, apprezzando il giudizio critico dell'autore, non succubo di quella esaltazione portata avanti da Croce, Gentile, De Ruggiero e proseguita da tutto il codazzo dei ripetitori opachi, filologi diligenti e giudici inesistenti.?)
6> G, PERTICONE, Vicende di partiti nel parlamento e nel paese, in Nuovi problemi di politica, storia ed economia, 1935-1936, ora in G. PERTICONE, Scritti di storia e politi­ca del post-Risorgimento, Milano, Giuffrc, 1969, pp. 27 sgg.
7) C. VALLAUW, Giacomo "Perticone e la storia contemporanea, in Storia e politica, 1980, p. 210.
M permetto di rinviare al mio saggio Storiografia etico-politica e questione meri­dionale. Una lettura della Storia del Regno di Napoli di Benedetto Croce, in ha critica politica, 1990, a 3, p. 20.
9 Ree. a L. SALVATORELLI, li pensiero politico italiano dal 1700 al 1870, Torino, Einaudi, 1935, in Archivio di filosofia italiana, 1936, pp. 245-246.