Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storiografia. Secolo XX
anno
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1998
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G. Perticone e il Risorgimelo 213
vo ed esecutivo che ridurrà la destra a consorteria e la sinistra al trasformismo. Facendo eco al meridionalismo democratico che avrà in Dorso il suo interprete più coerente, egli denuncia come il fallimento del regionalismo, la negazione dell'autonomismo si risolsero in un peggioramento delle condizioni economiche del Mezzogiorno, delle sue zone depresse, in un impoverimento delle sue classi medie, in un esaurimento delle sue possibilità economiche e finanziarie. Gli eletti del popolo per tutelare gli interessi del popolo elettore diventano gli ascari del parlamento italiano, in virtù del circolo vizioso della corruzione politica governativa che ingenerò quel parlamentarismo corrotto o corruttore, cinico e fiacco che portò lo Stato unitario alla capitolazione del 1922.
H giudizio storico di Perticone sul Risorgimento appartiene, quindi, alla linea storiografica revisionistica e demistificatice della tradizione apologetica, agiografica ed in fondo sabaudista che aveva a lungo pesato sulla ricostruzione dell'unificazione nazionale. L'influenza di Alfredo Oriani è palese,2?) ma egli si ricollega direttamente anche alla democrazia risorgimentale, ai vinti della soluzione dinastica, al lascito di Mazzini, ed ancor più di Cattaneo, Ferrari e Pisacane, alla storiografia dei loro seguaci repubblicani, radicali, socialisti. Si pensi al grande fascino di Mario Rapisardi, che il giovane Perticone risentì nella natia Catania.30)
La rilevata considerazione sociale del moto risorgimentale avrebbe potuto/far credere che Perticone potesse trovare una sponda nell'interpretazione marxista della lotta di classe e della rivoluzione agraria mancata. Ma che diversa fosse la base della sua analisi, più legata alla tradizione democratica e sul piano teorico alla lezione dei fatti e alla psicologia sociale, è testimoniato dalla disapprovazione delle tesi di Gramsci e Sereni A proposito del primo, ricordando che i contadini che avrebbero dovuto essere schierati in prima linea altri non erano che gli stessi sanfedisti, parla di une illusion, une vision et une construction abstraite des forces agissantes au cours de toute certe période . Sul secondo condivide il giudizio negativo di Chabod e ne critica llivpothèse d'une politique rèVolutionnaire italienne dans une Europe bourgeoise, solidement organi-sée,31)
Con queste premesse, cui resta fedele in tutto l'arco della sua esperienza intellettuale, egli non può riconoscersi né nella storiografia liberale né in quella marxista. Le point d'arrivée de l'historiographie libérale est la
z>> Cfir, G. SPADOLINI, Orioni oggi, in Alfredo Oriani e la cultura del suo tempo, a cura di E. Dilani, Ravenna, 1985, p. 33: Egli ha soprattutto individuato i nodi irrisolti dell'unità nazionale, ha avviato la ricerca di quel Risorgimento senza eroi e non agiografico che sarebbe stata proseguita e approfondita da Piero Gobetti.
w) G. PERTICONE, L'opera di Mario Rapisardi, Palermo, Sandron, 1913.
si) G. PERHCONE, Scritti di storia e politica cit, p. 325.