Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <214>
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214 Mario di Napoli
solution, confiée à l'individu et pas toujours à l'Etri de tous les problè-mes, afin qu'il réalise son propre idéal de vie, l'idéal du libéralisme éthique et politique. H n'y a plus rien à faire. Mais rhistoriographie marxiste nous méne à la mème thèse, avec la réalisation de la société prolétaire qui, pour elle, est l'expression d'une idéologie absolue et definitive. L'histoire est faite et l'histoire est écrite. Nous n'avons plus qu'à nous assoupir .32) En­trambi gli indirizzi storiografici gli appaiono a tesi, provvidenzialistici, fina­listici e tutto sommato quietistici.
H giudizio storico sul Risorgimento viene così a costituire il banco di prova per la ricerca della possibilità dell'azione come rivoluzione. Perticone rivendica, infatti, il primato dei politico rispetto al resto dell'attività spiri­tuale, come sintesi e coronamento, principio e compimento della realtà sociale , ossatura su cui si sviluppa la vita di relazione.33) La classe po­litica diventa perciò mediatrice della volontà operosa che si esprime in programma d'azione politica e perciò non solo speculativa e teorica, ma aderente a una situazione storica, da cui parte e su cui ritorna anche rivo-luionariamente (il corsivo è mio). Il dato storico è allora punto di par­tenza e non punto d'arrivo: il solo storicismo possibile è di natura meto­dologica. E possibile pensare allo sbocco rivoluzionario, e cioè alla partecipazione delle masse nella storia, grazie al continuo ricambio fra i gradi della gerarchia sociale, alla risoluzione dell'////* nel corpo sociale. Di contro, c'è la controrivoluzione, l'oscuramento del mondo morale, che si poggia sul dualismo tra esperienza e dottrina originando uno storicismo conservatore che confonde e vuole confondere la giustificazione di una dottrina, nel senso di comprensione, intelligenza, spiegazione di un fatto o di un determinato programma d'azione, con la giustificazione e la valuta­zione storica, nel senso di approvazione e appropriazione del programma stesso e dei principi, interessi, fini, che lo determinano concretamente . Unificando il piano delle élites e il piano delle masse, elidendo lo iato fra la speculazione e l'azione, Perticone invece punta alla risoluzione della coscienza critica nella coscienza comune, rottura dell'equilibrio fondato sulla contrapposizione dialettica dei due termini, per affermare un antisto­ricismo rivoluzionario, fondato sulla funzione mediatrice della dottrina come programma d'azione concreta: conversione tendenziale della teoria nella prassi, del vero nel fatto, della dottrina politica nella realtà politica.
Non è il modello della rivoluzione mancata , dunque, il metro del giudizio storico sul Risorgimento che Perticone adotta, quanto piuttosto il mito della rivoluzione incompiuta. Egli guarda ai limiti del processo unitario come al peccato originale del nuovo Stato, ma in prospettiva del
M p. 322.
39 G. PERTICONE, Storia del pensiero politico e storia politica, in Archivio di storia della filosofia italiana, 1938, pp. 1-16.