Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <215>
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G. Perticone e il "Risorgimento 215
loro superamento grazie alla ripresa del filo interrotto con la soluzione diplomatico-dinastica. In quest'attitudine, risalta una venatura democratico-mazziniana (il processo della libertà è processo perenne e indefinito ): il lascito del Risorgimento è l'educazione politica delle masse. Egli intrawede un processo lentissimo di svolgimento e di sviluppo dello spirito nazio­nale, che non può essere portato a maturazione senza che le classi diri­genti si impegnino a fondo in un'azione pedagogica, che hanno appena avvertito. L'opera di educazione politica, che fu l'apostolato di Mazzini, si ripresenta in tutta la sua ampiezza e in tutta la sua urgenza, e non immu­ne dai pericoli che l'hanno ostacolato e arrestato.34) La teoria del partito politico ed il regime di massa, temi cui Perticone dedicò gran parte della sua opera, sono lo scenario cui egli ha guardato per lo svolgimento di questa eredità incompiuta. Partecipe della tesi rivelazionista sulle origini del fascismo, giudica i limiti del processo risorgimentale in tutta la loro gravi­tà, alla luce delle loro conseguenze, anche se non viene mai meno la vo­lontà del riscatto, in una dimensione etico-politica che caratterizza tutta la sua opera. Non è un caso che proprio negli anni Trenta egli sviluppi più maturamente la sua riflessione sul Risorgimento. Non è questa la sede per trattare il rapporto di Perticone con il fascismo, ma va sottolineata la cir­costanza temporale.35) Con l'interpretazione fascista, Perticone può condi­videre la tesi del Risorgimento incompiuto e quindi l'intento di proseguir­ne il filo, ma la sua impostazione è di tutt'altro segno ed aggiunge all'individuata linea orianesca,36) con tutte le sue inquiete aspirazioni sociali, un taglio storico-politico-filosofico originale.
MARIO DI NAPOLI
M> G. PERTICONE, Scritti di storia e polìtica cit, p. 180.
55j In quegli anni, nell'esperienza della direzione dell'Archivio di storia della filo­sofia (cui poi si aggiunse l'aggettivo italiana), largo è lo spazio dedicato al Risorgi­mento, ma non nello spirito agiografico del fascismo e nell'interpretazione che ne fa­ceva un'anticipazione del regime. Si legga ad esempio il saggio di Giulio Andrea Belloni (una delle molte firme antifasciste che compaiono nella rivista) sullo Stato na­zionale nel pensiero risorgimentale: se ne afferma la determinazione etica rispetto a quella etnica, in conformità a quel fine e criterio etico universalistico, umano, che caratterizza tutto il Risorgimento d'Italia , ed in questo contesto si arriva anche ad elogiare la Società delle Nazioni, come ultimo sviluppo di quel principio democratico (1932, pp. 171-183).
34 G. PERTICONE, Scritti di storia e politica cit, p. 321. È riconosciuto ad Oriani il merito di aver individuato una più profonda e larga influenza popolare della demo­crazia risorgimentale, sia mazziniana sia garibaldina, tale da riemergere nella coscienza di massa.