Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Germania. Storiografia. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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219
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J.P. Becker e il Risorgimento italiano 219
simile a quello concluso con Ghilardi con Lodovico Frapolli, l'esponente mazziniano che in quegli anni rappresentava a Parigi e in Svizzera in qualità di diplomatico il governo della Repubblica Romana. Oggetto dell'accordo era il medesimo progetto di formazione di una legione svizzera-tedesca, da mettere a disposizione dell'esercito della Repubblica Romana; alla fine di aprile del 1849 furono inviati alcuni ufficiali a Roma con il compito di condurre le trattative con il governo repubblicano, ma per le difficoltà originate dall'intervento francese riuscì a giungere a Roma soltanto Gustav von Hoffstetter.14) Becker dovette successivamente abbandonate H progetto perché venne informato del fatto che la nave che avrebbe dovuto portare in Italia la legione sarebbe stata affondata nel caso che avesse tentato di salpare dal porto di Marsiglia.15)
Dopo alcuni anni di permanenza a Ginevra e a Parigi, alla fine di ottobre del 1860 Becker ritornò in Italia, a Napoli, al seguito delle truppe di Garibaldi,1 al quale scrisse per esporre un nuovo progetto di costituzione di un corpo volontario tedesco: ciò gli offrì l'occasione per evidenziare le proprie posizioni nei riguardi del movimento risorgimentale italiano. Durante la guerra del 1859 la causa italiana aveva trovato in Germania assai scarse simpatie a causa dell'alleanza del Piemonte con Napoleone III: la rivendicazione francese dei confini naturali vale a dire la riva sinistra del Reno , confini che avrebbero dovuto garantire alla Francia la sicurezza militare, aveva suscitato profonda diffidenza negli ambienti democratici tedeschi ed alienato di conseguenza le simpatie per la causa italiana. Tali simpatie erano invece ritornate in pieno vigore non appena il movimento risorgimentale italiano aveva condotto da solo la lotta per l'unificazione nazionale e nell'eventualità molto probabile di una futura guerra fra l'Italia e l'Austria i patrioti tedeschi avrebbero di sicuro portato il proprio aiuto alla causa italiana, perché questa volta sarebbero stati in gioco non solo le simpatie politiche, ma anche gli interessi nazionali tedeschi17)
Scrivendo a Lassalle nel gennaio 1861, Marx riferiva le valutazioni che Becker dava in quel periodo sulla situazione italiana: a suo dire, i mazziniani
avanti b.) 266, pubblicata in FRANCO DELLA PERUTA, Democratici italiani e democratici tedeschi di front* all'unità d'I/atia 1859-1861, in Annali dell'Istituto Giangtacomo Feltrinelli, a. Ili (1960), Feltrinelli Editore, Milano, pp. 11-120, in part pp. 114-116. Si veda anche Becker a Giuseppe Mazzini, 24 settembre 1861, in IISG-NB, C 7, dove vengono valutate a 15.000 franchi le perdite sopportate per l'organizzazione della Legione,
34J Becker a Giuseppe Mazzini, 24 settembre 1861 cit.
*5) R, DLUBECK, Johann Philipp Becker, Von radìkalen Demokraten ///// Milstreìter von Marx und Engels in der ì. International (1848-1864/65) cit, p. 131.
'<>) Sulla situazione politica italiana in quei giorni e sul ruolo di Garibaldi a Napoli, si veda ROSARIO ROMEO, Cavour e il SUO tempo. ITI. 1854-1861, Roma-Bari, Laterza, 1984, pp. 812-814.
17) Becker a Giuseppe Garibaldi, 2 novembre 1860 cit, p. 114.