Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Germania. Storiografia. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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223
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J.P. Becker e il Risorgimento italiano 223
La posizione di Becker subì un profondo cambiamento di E a poco, a causa della persistente alleanza politica e militare esistente fra la Francia e FItalia. Egli non mancò di sottolineare che gli stessi preparativi per la formazione di una legione tedesca sarebbero stati immediatamente sospesi se non vi fosse stato un mutamento degli indirizzi della politica del governo italiano. La spiegazione fornita dal Becker era:
Unirsi ad una armata franco-italiana vorrebbe dire per noi Tedeschi, combattere contro il nostro popolo e la nostra patria, contro gli interessi i più santi di Allemagna, conquistare la riva sinistra del Reno per l'Imperatore dei francesi, fortificare il pericoloso imperialismo, sopprimere la libertà civile e l'indipendenza dei popoli e finalmente di sequestrare la civilizzazione.3
A tentare di fugare queste perplessità di Becker, comuni peraltro ad altri esponenti democratici tedeschi, fu Mazzini il quale in una lettera del giugno 1861 scriveva che il pericolo per l'Italia, per la Germania e per l'intera Europa era l'imperialismo e che il partito mazziniano era completamente attestato su posizioni anriimperialiste ed antibonapartiste. La difesa della linea del Mincio e del Quadrilatero non avrebbe fatto altro che rafforzare la posizione di Napoleone HI: solo separando la causa tedesca da quella austriaca si poteva quindi riuscire ad indebolire il bonapartismo. L'auspicio profondo dei democratici italiani era l'unificazione della Germania portata avanti dal suo stesso popolo e tutti gli sforzi del partito guidato da Mazzini sarebbero andati in tale direzione, a patto che i tedeschi non si opponessero alla presa italiana di Venezia. L'Italia secondo Mazzini non era da confondere per nulla con la consorteria piemontese, la quale sarebbe svanita il giorno della conquista di Roma: tale consorteria altro non era se non un accidente della rivoluzione nazionale italiana. La lettera proseguiva da una parte incoraggiando l'attività cospirativa di Becker rnirante a mettere in contatto nuclei di esuli tedeschi direttamente con Mazzini, e dall'altra attenuando alquanto gli ardori organizzativi di Becker:
Votre idée d'un Légion Allemande est une noble et belle idée: elle est pre-maturée. Nous cherchons en ce moment les fonds nécessaires pour agir. Ce n'est
n Becker a Giuseppe Garibaldi, 15 aprile 1861, in MRM-AGFC, b. 266, e in IISG-NB, D II 530, pubblicata in F. DELLA PERTJTA, Democratici italiani e democratici tedeschi S fronte all'unità d'Italia 1859-1861 ótt pp. 116-117. Tale lettera a Garibaldi era il testo di un appello pubblico del Presidente del comitato organizzativo della legione tedesca ai dirigenti del Partito d'Azione italiano e venne diffusa anche come lettera circolare in tutti i comitati che collaboravano con Becker in Germania e negli altri stati per la formazione della legione: R- DLUBECK, Johann Philipp Becker. Von radikalen Dcmokraten um Mitstreiter voti Marx und Engels in àtri. Internationale (1848-1864/65) cit, p. 437. Sulle opinioni diffuse negli ambienti democratici tedeschi a proposito della questione di Venezia e sui sentimenti antifranecsi di questi, si veda ciò che il caporedattore della Deutsche Zeitung Elisanter sciveva a Garibaldi nel marzo 1861: Elisanter a Giuseppe Garibaldi, 13 marzo 1861, in MRM-AGFC, b. 383.