Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Germania. Storiografia. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <229>
immagine non disponibile

J.P. Becker e il Risorgimento italiano 229
Becker (che parlava a nome del notre parti en Allemagne, vale a dire con ogni probabilità del Partito socialdemocratico dei lavoratori, al cui congresso di fondazione tenuto ad Eisenach aveva partecipato)55) connotava in questa occasione il suo discorso di marcati accenti sociali in precedenza non adoperati , evidente influenza dell'esperienza di quegli anni nell'Interna­zionale a Ginevra.56) Mazzoni espose tale progetto a Garibaldi in una lettera e successivamente riferì a Becker la risposta ricevutane: Garibaldi apprez­zava la disponibilità manifestata dai democratici tedeschi e sottolineava il significato dell'aiuto tedesco per rovesciare il potere temporale del Papa:
Je crois que certe grande nation, déjà avant-courrier du vrai est destinée à renverser dans la poussière le catafalque du mensonge qui à notre honte reste encore debout sur le sept collines. Dites aux allemands que nous serons frères dans l'entreprise .
Anche in questo caso il progetto di Becker non si potè realizzare, per­ché come scrisse Mazzoni Garibaldi era in pratica prigioniero a Caprera e il governo italiano aveva preso ogni precauzione per impedirgli di dare corso a qualsiasi iniziativa insurrezionale.57)
Oltre che con Garibaldi, Becker continuò dopo il 1861 ad avere con­tatti con diverse personalità italiane nell'ambito della sua attività di dirigente dell'Internazionale a Ginevra. A tale riguardo è interessante notare come Mazzini non esitò a rimarcare il proprio disappunto su tale attività di Bec­ker e a proposito del congresso tenuto a Berna nel 1868 da parte della Lega della Pace e della Libertà stigmatizzò il contenuto della risoluzione finale sottoscritta da Becker oltre che da Bakunin,58) contenuto da lui definito
55) R. DLUBECK, Johann Philipp Becker, in Geschichte der deutschen Arbeiterbemgung cit., p.37.
5Q Becker a Giuseppe Mazzoni, 20 agosto 1870, in MCRR, b. 434/30/3, pubblicata in Ap. Becker nella lettera accennava anche a Edouard Lombard-Martin, che era un esule francese a Ginevra, repubblicano ed amico di Garibaldi Molto simili alle tesi sostenute da Becker in questa lettera a Mazzoni erano le opinioni espresse da Dassi in una lettera a Becker del marzo 1867: la libertà di Roma sarebbe stata il faro di libertà per tutti i popoli; occorreva quindi liberare Roma dal papato, perchè esso era sinonimo di superstizione e di tirannia religiosa e politica. Giuseppe Dassi a Becker, 31 marzo 1867, in Der Vorbote, a. II (aprile 1867), n. 4, p. 60.
s7) Mazzoni a Becker, 20 settembre 1870, in V. NEVLER, Presentanone di documenti russi cit, p. 46. La lettera di Garibaldi a Mazzoni, da lui trascritta nella lettera a Becker, era del 13 settembre 1870.
5 Ottantacinque individui, Becker tedesco e Bakunin russo a capi, firmarono [.,.] come sezione dell'Intemazionale, un manifesto nel quale si dichiaravano atei nemici all'eredità partigiani della proprietà collettiva [...] avversi a ogni azione politica non avente a fine diretto e immediato il trionfo della causa dei lavoranti contro il Capitale: G. MAZZINI, L'Infernaiona/e. Cenno storico (1871), in SEI, voi. XCI11, Politica, voi, XXX, Imola, Cooperativa Tipografico-liditricc Paolo Calcati, 1941, pp. 23-39, in part. pp. 33-34.