Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
anno
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1998
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pagina
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La settimana rossa: un bilancio storiografico
A Papini faceva eco Prezzolini che, con accenti nazionalisti, denunciava l'ignavia della borghesia e l'incapacità delle forze sovversive di pianificare una rivoluzione antimonarchica ed antiborghese:
Non c'è in Italia nei partiti avanzati la sufficienza intellettuale, morale e pratica per un nuovo governo. Non c'è la capacità delle classi proletarie. Non c'è l'autorità per rifare il paese. Di queste cose i migliori dei partiti socialista e repubblicano sono convinti quanto me.3)
H socialista rivoluzionario Benito Mussolini, invece, enfatizzava il giudizio positivo su quegli avvenimenti:
Il movimento di giugno non è stato soltanto uno sciopero generale, ma qualcosa di più e di meglio; non è stato una sommossa cieca, ma una insurrezione con obbiettivi abbastanza precisi; se è mancato lo stato di fatto rivoluzionario, c'è però diffuso e profondo lo stato d'animo rivoluzionario .... H qualche cosa è infatti morta in Romagna e altrove in tutta Italia; qualche cosa si è decomposta; una sfiducia antica ha dato luogo ad una speranza nuova - -, L'Italia ha bisogno di una rivoluzione e l'avrà.4)
Mentre gli anarchici accusavano la CGdL di tradimento per aver ordinato la cessazione dello sciopero proprio quando si profilavano concrete speranze di successo,5) si levava la voce di chi, come il radicale Fovel, sosteneva che la settimana rossa aveva rilanciato la questione, lasciata irrisolta dalla politica giolittiana, della democrazia italiana.6)
Il riformista Salvemini, dal canto suo, criticava sia la protesta che l'insurrezione, prive di un bersaglio preciso contro cui mirare, di un interesse generale ben definito da rivendicare, di una iniziativa immediata da imporre agli uomini di governo, infine di un programma di conquiste immediate;7) Pietro Nenni, invece, affermava dinanzi ai giudici di Ancona che l'importanza degli avvenimenti della settimana rossa il fatto più grave di politica interna dal 1870 ad oggi stava tutta nella loro spontaneità e simultaneità, a testimonianza della profondità del male che alli-
3) G. PREZZOLINI, Sdoperò giolìttìano, in La voce, 28 giugno 1914.
4) Citato in R. DE FELICE, Mussolini il rivoluzionario 1883-1920, Torino, Einaudi, 1995 (1* ediz., 1965), p. 214.
D Vedi l'editoriale Ed ora?, in Volontà* 20 giugno 1914.
M. FOVEL, I moti di kto e il dovere della democrazia, Firenze, 1914.
T)Q. SALVEMINI, Una rivolutone serica programma, in L'Unità, 19 giugno 1914.
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