Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
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1998
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Marco Severità
gnava tra le obsolete strutture dello Stato liberale, male che andava curato colla prevenzione, non colla repressione.8>
Fu la stessa stampa del tempo a contraddistinguere quella settimana di scioperi, manifestazioni ed insurrezioni con l'epiteto rossa, in riferimento alla mobilitazione delle cosiddette forze sovversive e forse allo stesso amaro tributo di sangue versato.9)
La Grande Guerra però disperse in fretta il patrimonio politico ed ideale recato dagli eventi del giugno 1914 ed impose ad un'opinione pubblica di nuovo allarmata l'appassionante dibattito sulla necessità di un ulteriore conflitto per il completamento dell'unità nazionale, differendo sine Se la questione non meno rilevante della partecipazione del proletariato alla direzione politica dello Stato: in effetti la settimana rossa aveva riproposto il complesso problema del confronto o, secondo alcuni, dello scontro tra lo Stato liberale e le masse popolari, confronto particolarmente acuitosi nei primi anni del nuovo secolo in seguito ai ripetuti eccidi proletari ed alle rumorose campagne della stampa e di una parte dello stesso Parlamento contro i governi liberali.
Nel primo dopoguerra, mentre alcuni esponenti anarchici avviavano la riflessione sui motivi che avevano impedito una vittoriosa affermazione dell'agitazione,10) Benedetto Croce nella sua celebre Storia dltaliau) vedeva nella settimana rossa un incomposto moto di rivoluzionarismo, represso prontamente dal gabinetto Salandra ed osteggiato con fermezza dalla stessa opinione pubblica, anche con adunate e cortei di cittadini a tutela dell'ordine, come a Napoli; un'ulteriore reazione alla prova di forza sovversiva era venuta, secondo Croce, dalle elezioni amministrative che seguirono tra il giugno e il luglio, dove in molte città vinsero i conservatori. Un giudizio, dunque, che rientra, con imperturbabile coerenza, nell'interpretazione di fondo di un'opera che come ha giustamente osservato Rosario Romeo
Q P. NENNI, Non pietà, ma giustisaly in Lucifero, 10 gennaio 1915.
*) Nel corso degli scontri tra dimostranti e forza pubblica si contarono 16 morti e decine di feriti Non si trattò però del primo caso in cui si parlò di una settimana rossa; VAvanti! dell'8 marzo 1914 dedicava un intero editoriale a La Settimana Rossa in Germania, intesa come un periodo di forte propaganda e di attiva sensibilizzazione svolta dai socialisti tedeschi
ÌOi Si veda l'intervento di E. MALATESTA SU Umanità Nova, 28 giugno 1922, e il capitolo dedicato alla settimana rossa da A. BORGHI, L'Italia fra due Crispi, Parigi, 1924. Quest'ultimo tornerà ad affrontare la tematica in Mtstfp secolo di anarchia (1898-1948), Napoli, 1955.
>) B. CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Bari, Laterza, 1967 (1 ediz., 1928), p. 254.