Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <241>
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Ltf settimana rossa: un bilancio storiografico 241
resta tuttora il maggiore monumento mai eretto alla gloria di colui che dominò la vita politica italiana nei primi quindici anni del secolo.12)
Qualche anno dopo prendeva posizione sul tema anche Antonio Gramsci: i fatti della settimana rossa avevano, a detta di quest'ultimo, un grande valore, in quanto avevano rinnovato i rapporti tra le classi urbane del Nord e quelle rurali del Sud, unite in un'opposizione decisa non solo nei confronti della tradizionale politica giolittiana ma anche di quella dei governi di tutti gli altri partiti; un filo rosso pertanto legava l'eccidio di Roccagorga a quello di Ancona, e ciò induceva l'intellettuale sardo a criti­care severamente quegli storici liberali che, come Adolfo Omodeo, avevano sprezzantemente definito ignobili ed incivili gli avvenimenti del 1914.13)
Nel secondo dopoguerra furono gli esponenti della cultura marxista a soffermarsi maggiormente sul significato e sulla dinamica della settimana rossa o sul piano delle testimonianze personali,14) o su quello di parziali rivisitazioni critiche,15) oppure nell'ambito di lavori locali.16)
Solo nel 1959 con l'opera di Enzo Santarelli sul socialismo anarchico17) si ebbe però una prima apprezzabile sintesi che coniugava, sulla base di una accurata ricerca su fonti archivistiche ed a stampa, chiara ricostruzione dei fatti e solido rigore interpretativo.
Per Santarelli la settimana rossa fu un vasto movimento popolare e nazionale, più politico e rivoluzionario dì tante precedenti esperienze, caratterizzato dalla convergenza di elementi diversi e complessi: il contra-
X2i R. ROMEO, Grande moderatore, in 7/ Giornate, 29 giugno 1978, ora in Scritti storici 1951-1987, con introduzione di G. SPADOLINI, Milano, II Saggiatore, 1991 (2aediz.), p. 328.
13 A- GRAMSCI, Avvenimenti del giugno 1914, in Passato e presente, Roma, Editori Riu­niti, 1996 (ITI cdiz.), pp. 50-51; vedi anche ID., Millenovecentoquattordici, in 7/ Risorgimento, Roma, Editori Riuniti, 1996 (III cdiz.) p. 281.
14) La Settimana Rossa fu per noi, giovani socialisti rivoluzionari, una delle cause principali che ci spinsero ad esaminare tutto; teoria e pratica. O. PASTORE, La settimana rossa e gli anarchici, in Rinascita, a. 9 (1955), pp. 579-580. Opposta la valutazione del biografo di Mussolini, appartenente alla stessa generazione di Pastore, secondo cui le origini delia settimana rossa andavano ricercate nei senso di scontento che la dittatura giolit­tiana, imperando anche sotto l'interregno Salandra, aveva gettato sulla minoranza rivoluzio­naria del popolo. Y. DE BEGNAC, Vita di Mussolini, Milano, 1940, III, p. 273.
J*) A- COLOMBI, La settimana rossa, in Pagane di storia dei movimento operaio, Roma, 1951, pp. 99 e sgg.
19 S. BERTELLI, Socialismo e movimento operaio a Roma dal 1911 al 1918, in Movimento Operaio, a. VII (1955), n. 1, pp. 65-89; C COLELLA, Preludio alla "Settimana rossa" in terra di Bari, Bari, 1954; R. MOLINELLI, Il movimento repubblicano a Jesi dal 1900 al 1914, in Movi­mento Operaio, a. V (1953), (n.s.), nn. 3-4, pp. 349-402; P. SPRIANO, Torino operaia nella grande guerra, Torino, Einaudi, 1960.
17) E. SANTARELLI, Il socialismo anarchico in Italia, Milano, Feltrinelli, 1959, pp. 130-174.