Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <242>
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242 Marco Severìni
sto tra la combattiva partecipazione delle masse e l'inettitudine dei dirigenti proletari, la significativa presenza anarchica, la comune rivendicazione della Repubblica, il travaglio e la debolezza ideale dei socialisti, i contrasti all'interno di un movimento operaio che pure entrava allora in una fase nuova, e lo stesso particolarismo che rifletteva le condizioni di vita dei lavoratori nella società italiana, così diverse nel nord, nelle regioni agricole della penisola, nel sud e nelle isole; senza questo particolarismo dei diversi nuclei operai concludeva Santarelli l'anarchismo, pur mescolato al movimento socialista e, soprattutto, al movimento sindacalista, non avrebbe potuto sopravvivere.18)
Vanno inoltre segnalati, in questo periodo, tre interventi sul tema di orientamento opposto.
Nel 1951 la pubblicazione delle memorie di Luigi Albertini ribadiva il punto di vista dell'antigiolittismo, individuando nella settimana rossa l'occasione per verificare i diversi mali prodotti dalla lunga permanenza al potere dello statista piemontese: apparivano nella loro vera luce i risultati di una politica di quattordici anni tutta rivolta a mendicare la pace pubblica e il diritto di governare dal beneplacito delle minoranze sovversive.19)
Dal canto suo Gioacchino Volpe considerava i fatti del 1914 inseriti in un generale contesto di turbamento e di irrequietezza e li interpretava come una crisi di comando, di autorità, di prestigio dello Stato, una crisi di tutta la nazione oltre che di capi e di partiti;20) tale crisi aveva determinato un risveglio sia delle forze conservatrici e nazionaliste che di quelle sovver­sive e rivoluzionarie, senza peraltro che la linea di schieramento segnasse sempre una ben netta divisione tra le une e le altre.21)
Nel 1959 Denis Mack Smith, nella sua sintesi di storia italiana, valu­tava la settimana rossa niente più che un episodio dell'insopprimibile anarchismo italiano, affrontando il tema con rudimentale approssimazione e sviste grossolane, dal Nenni dirigente socialista aHa. jacquerie contadina in Romagna, per culminare nella bandiera rossa sventolante dal municipio di Bologna e nell'istituzione di comuni indipendenti nelle Marche.22)
*>/, p. 167.
") L. ALBERTINI, Venti anni di politica italiana, Bologna, Zanichelli, 1951,1, p. 299.
2") G. VOLPE, Italia moderna, Hrenzc, Sansoni, 1952, III, pp. 624-628. Sulla scia della terminologia usata dalla stampa conservatrice dell'epoca, Volpe aveva già bollato la setti­mana rossa come una repubblichetta di Pinocchio nel suo Italia in cammino, Milano, Treves, 1927.
W Ivi, p. 626.
22) D. MAOC SMITH, Storia d'Italia dal 1861 al 1958, Bari, Laterza, 1966 (1 ediz. 1959), pp. 453-454. A testimonianza del successo editoriale di quest'opera, l'editore Laterza ha di recente pubblicato una nuova edizione, aggiornata al 1997.