Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
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1998
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Marco Severini
La settimana tossa a Napoli viene vista dall'autore come una violenta esplosione della lotta di classe, provocata dal profondo disagio economico e sociale conseguente alla guerra di Libia; il moto venne guidato prevalentemente da anarchici che espressero, nella maniera più rozza ed elementare, una rivolta contestataria verso uno Stato nemico, mentre restarono estranei agli avvenimenti i deputati socialisti indipendenti e, all'indifferenza politica del proletariato urbano sepolto nel suo sonno antico di pregiudizi e superstizioni e rurale, fece riscontro una totale mancanza di collegamento tra centro e periferia.
L'opera di Fatica appare ben documentata (sono stati esaminati i fondi dell'Archivio Centrale dello Stato di Roma, dell'Archivio di Stato di Napoli ed è stato compiuto un esaustivo spoglio della stampa periodica locale) ma risulta troppo schematica nelle conclusioni, tutte incentrate sulla contrapposizione tra un'avanguardia operaia forte e combattiva addirittura dalla fisionomia già europea ed un esercito allenato alla repressione e sostenuto dall'intera borghesia partenopea, senza distinzione di funzioni sociali: dagli operatori economici agli studenti, ai bottegai, agli impiegati, ai professionisti, le cui violente controdimostrazioni possono considerarsi la prova generale delle radiose giornate di maggio.35) Forzate appaiono pure le considerazioni relative alle incapacità dello stato maggiore rivoluzionario, che accomuna Mussolini e De Ambris, Nenni e Chiesa, dei quali Fatica, sulla scorto della controversa interpretazione della Lupo, sottolinea quelle perplessità e quei timori che portarono ad un'autentica inversione di rotta.36)
A questo punto va osservato che i numerosi profili di storia italiana comparsi negli anni Settanta hanno per lo più sottovalutato o ignorato del tutto37) i lavori del decennio precedente, per cui la settimana rossa è stata confinata in una dimensione episodica e di secondaria importanza, e i giudìzi di Gramsci e dello stesso Croce hanno rivelato un'influenza maggiore delle accurate ricerche sopra esaminate.
Così Giampiero Carocci vede nei fatti del 1914 la manifestazione culminante del processo di radicalizzazione delle masse affermatosi in conseguenza della crisi economica e dell'instabilità del sistema politico italiano determinate dall'impresa libica;38) Emesto Ragionieri considera la settimana
3*ì M p. 187.
36) Ivi, p. 144.
Un esempio eclatante è costituito da li Mondo Contemporaneo, a cura di P. LEVI, U. LEVRA, N. TRANFAGUA, Firenze, La Nuova Italia, 1978.
3 G, CAROCCI, Storia d'Italia dall'Unità ad oggi, Milano, Feltrinelli, 1977 (2* .cdfe.), p. 207.