Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <246>
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Marco Severini
La settimana tossa a Napoli viene vista dall'autore come una vio­lenta esplosione della lotta di classe, provocata dal profondo disagio eco­nomico e sociale conseguente alla guerra di Libia; il moto venne guidato prevalentemente da anarchici che espressero, nella maniera più rozza ed elementare, una rivolta contestataria verso uno Stato nemico, mentre restarono estranei agli avvenimenti i deputati socialisti indipendenti e, all'indifferenza politica del proletariato urbano sepolto nel suo sonno antico di pregiudizi e superstizioni e rurale, fece riscontro una totale mancanza di collegamento tra centro e periferia.
L'opera di Fatica appare ben documentata (sono stati esaminati i fondi dell'Archivio Centrale dello Stato di Roma, dell'Archivio di Stato di Napoli ed è stato compiuto un esaustivo spoglio della stampa periodica locale) ma risulta troppo schematica nelle conclusioni, tutte incentrate sulla contrappo­sizione tra un'avanguardia operaia forte e combattiva addirittura dalla fisionomia già europea ed un esercito allenato alla repressione e soste­nuto dall'intera borghesia partenopea, senza distinzione di funzioni sociali: dagli operatori economici agli studenti, ai bottegai, agli impiegati, ai profes­sionisti, le cui violente controdimostrazioni possono considerarsi la prova generale delle radiose giornate di maggio.35) Forzate appaiono pure le considerazioni relative alle incapacità dello stato maggiore rivoluzionario, che accomuna Mussolini e De Ambris, Nenni e Chiesa, dei quali Fatica, sulla scorto della controversa interpretazione della Lupo, sottolinea quelle perplessità e quei timori che portarono ad un'autentica inversione di rotta.36)
A questo punto va osservato che i numerosi profili di storia italiana comparsi negli anni Settanta hanno per lo più sottovalutato o ignorato del tutto37) i lavori del decennio precedente, per cui la settimana rossa è stata confinata in una dimensione episodica e di secondaria importanza, e i giudìzi di Gramsci e dello stesso Croce hanno rivelato un'influenza mag­giore delle accurate ricerche sopra esaminate.
Così Giampiero Carocci vede nei fatti del 1914 la manifestazione cul­minante del processo di radicalizzazione delle masse affermatosi in conse­guenza della crisi economica e dell'instabilità del sistema politico italiano determinate dall'impresa libica;38) Emesto Ragionieri considera la settimana
3*ì M p. 187.
36) Ivi, p. 144.
Un esempio eclatante è costituito da li Mondo Contemporaneo, a cura di P. LEVI, U. LEVRA, N. TRANFAGUA, Firenze, La Nuova Italia, 1978.
3 G, CAROCCI, Storia d'Italia dall'Unità ad oggi, Milano, Feltrinelli, 1977 (2* .cdfe.), p. 207.