Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <247>
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La settimana rossa: un bilancio storiografico 247
tossa al tempo stesso l'apogeo e il tramonto di un'intera stagione del sovversivismo italiano: dunque una prova di forza spontaneista ed anarchi-cheggiante che avrebbe presto ceduto il passo a nuove forme di lotta e che, nell'immediato, diede luogo ad un'energica reazione da parte delle forze conservatrici articolatasi attraverso l'azione repressiva del governo, l'afferma­zione elettorale nelle amministrative e le stesse contromanifestazioni di piazza organizzate dai nazionalisti, insieme ad una non trascurabile parteci­pazione dei cattolici;39) Emilio Gentile, a sua volta, riprende l'idea che la settimana rossa confermi da una parte la stabilità dello Stato liberale e dall'altra la fragilità di un'alternativa rivoluzionaria, anche se il solco che divide le istituzioni dalle masse popolari risulta sempre più profondo: pertanto i fatti di giugno costituirebbero una conclusione negativa dell'età giolittiana, dal momento che si accentua l'estraneità e l'ostilità del paese reale verso il paese legale,40)
Nel 1978 esce l'ottavo volume della Storia d'Italia di Giorgio Cande­loro,41) dunque dell'opera che rappresenta uno dei risultati più significativi della storiografia italiana del Novecento:42) allo storico di ispirazione gramsciana la settimana rossa appare come una sconfitta delle diverse correnti rivoluzionarie, benché la stessa ricostruzione degli avvenimenti dimostri la decisa combattività di vaste masse popolari; pertanto, in considerazione della fermezza usata dallo Stato liberale per domare la situazione, Candeloro afferma che il comportamento di Salandra fu più simile a quello tenuto da Giolitti di fronte allo sciopero generale del 1904 che a quello del di Rudinì di fronte ai moti del 1898.43)
Sempre nel 1978 esce la raccolta critica e documentaria di Mario Vi-sani,44) mentre alcune opere sulla storia dei partiti e dei movimenti politici,45)
39) E. RAGIONIERI, La storia po/itìca e socia/e, in Storia d'Italia IV. Dall'Unità a ogp, Torino, Einaudi, 1976.
9 E. GENTILE, L'età giolittiana 1899-1915, Napoli, ESI, 1977 (si veda ora con il ti­tolo L'Italia giolittiana, Bologna, II Mulino, 1990, pp. 227-229).
**) G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna Vili. La prima guerra mondiale, il dopo­guerra, 1'awmtQ del fascismo 1914-1922, Milano, Feltrinelli, 1978.
42> Si vedano, sulla monumentale opera dello storico bolognese, G. PESCOSOLIDO, il periodo 1870-1915, in L. DE ROSA (a cura di), La storiografia italiana degli ultimi venti anni Uh Età contemporanea, Roma-Bari, Laterza, 1989, pp. 40-44, e M. SEVERINO La "Storia dell'Italia moderna" di Giorgio Candeloro, in Rinascita della Scuota, a. 6 (1995), pp. 369-378.
43) G. CANDELORO, op. di., p. 22.
*> M. VISANJ (a cura di), La settimana rossa. Scheda storica, ricerca e scelta dei documenti, Firenze, La Nuova Italia, 1978.
45) Sui socialisti vedi Storia del sodalismo italiano, diretta da G, SABBATUCQ, voli. l-III, Roma, Il Poligono, 1980-81; sui repubblicani M. TESORO, I repubblicani in età giolittiana,