Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <248>
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Marco Severìni
apparse tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, non alterano il complesso di giudizi e di interpretazioni acquisite sul tema.
Negli anni Ottanta si riaccende un vivo interesse per la settimana rossa limitatamente alla Romagna, e ciò genera iniziative di studio e di ricerca quanto mai disparate: si va dal resoconto cronachistico di Gianfranco Stella4 alla ricostruzione romanzata di Tino Dalla Valle,47) dal lavoro informativo ma incompleto di Ivan Fuschini,48) fino al brillante saggio di Manuela Martini,49) l'unico che connetta rigore scientifico ed originalità interpretativa; limiteremo le nostre osservazioni alle ultime due opere.
Fuschini accenna genericamente ai risultati conseguiti dalla storiografia, rifiuta la visione della settimana rossa come un avvenimento puramente spontaneo, circoscritto all'idealità politica delle classi lavoratrici5 e sottoli­nea le cause di ordine economico e sociale; la ricostruzione dei fatti non sempre procede in maniera lineare ed è di fatto circoscritta alla Romagna per cui non si comprende la ragione del sottotitolo mentre l'opera risulta completamente sprovvista dì apparato critico e di una pur minima rassegna bibliografica; le fonti si ricavano direttamente dal testo scritti e memorie di autori per lo più romagnoli, articoli di giornali e citazioni spesso alla rinfusa ed hanno perciò l'effetto di appesantire il dettato e di precludere un organico sviluppo delle deboli tesi di partenza, orientate in realtà a privilegiare considerazioni di natura politica. L'autore giunge così ad affer­mare che i moti di giugno costituirono, pur tra notevoli contraddizioni e
Firenze, Le Monnier, 1978; sul sindacalismo rivoluzionario, G. CERRITO, DalPinsurreztQ-nalismo alla settimana rossa, Firenze, CP, 1977; G.B. FURIOZZI, Il sindacalismo rivoluzionario italiano. Problemi di storia, Milano, Mursia, 1977; A. RlOSA, Il sindacalismo rivoluzionario in Italia dal 1907 alla "settimana rossa", in Movimento operaio e socialista, a. 1 (1979), pp. 51-87; A. DB CLEMENTI, Politica e società nel sindacalismo rivoluzionario (1900-1915), Roma, Bulzoni, 1983. In particolare, secondo il Riosa, la settimana rossa segna se non un riflusso, un'accentuazione del disagio già presente all'interno del sindacalismo rivoluzionario, rappre­sentando un'esplosione intempestiva in una realtà che invece necessitava di una lunga pausa di riflessione e di rimarginamento delle ferite, e dunque di un'opera assai più paziente dì preparazione di una nuova Case di lotta {Il sindacalismo cit, p. 87).
*) G. STELLA, La Settimana Rossa: cronaca di ma rivoluzione mancata in quel dì Ravenna, Rimini, Nanni, 1987, Un tentativo simile era stato intrapreso a metà degli anni Sessanta; A. RANDl, La settimana rossa a Ravenna, Ravenna, 1966.
**) T. DALLA VALLE, I gami rossi Cronache e vicende della settimana rossa. Rimini, Mag-giolì, 1990.
*9 I. FUSCHINI, Sovversiva: la Settimana Rossa in terra di Romagna e in Italia, Ravenna Longo, 1988.
*9 M. MARTINI, Giugno 1914. Folle romagnole in azione, in Rivista di storia contempora­nea, a. XVnl (1989), fase 4, pp. 517-559.
o t. FUSCHINI, op. di, p. 9.