Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <254>
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254 Libri e periodici
dell'ebraismo toscano, che qui si misura con una cronaca intima, applicata ap­punto ad un caso localizzato {Cronaca intima di una comunità ebraica. Pitigliano: 1878-1922). La quotidianità, le manifestazioni degli usi (spicciole ma che impre­gnano di sé l'esistenza dei singoli e della collettività), l'intrecciarsi dei rapporti in­terpersonali, i sentimenti e le aspettative che li animano (p. 377) sono portati in superficie da Salvadori ricorrendo alla corrispondenza inviata da Pitigjiano dalla maestra elementare Adele Debenedetti Servi alla rivista il Vessillo israelitico, ben corredata da una serie di altre fonti di necessario supporto. Chiude la sezione maremmana il contributo di Giuseppe Guerrini {Viabilità in Maremma fra '800 e '900) che, dopo un rapido excursus sulla difficile situazione viaria, ereditata dal XVIII secolo, fatti salvi i pochi interventi di Pietro Ferroni, descrive i progetti e le realizzazioni, compiute prima da Leopoldo II e poi dal governo italiano, indivi­duando un dato comune nello stretto legame tra sviluppo delle comunicazioni ed aspettative di un possibile sfruttamento minerario, mentre appare decisamente se­condario il peso attribuito al trasporto dei passeggeri.
Oltre a questo impianto tematico primario nel volume sono presenti due altri interessi identificabili nella geografia storica e nelle relazioni tra Ordine di S. Stefano ed alcune famiglie toscane. H bel saggio di Gabriella Galardi (La Corsica nella cartografia storica pregeodetica), muovendo dalla definizione della carta come strumento e come immagine, segue le varie fasi della cartografia regionale della Corsica, articolate tra quella precedente al XVI, che appartiene essenzialmente al tipo nautico e tolemaico ben distinti tra loro, quella del XVI e XVII secolo inaugurata dall'integrazione della tradizione nautica e tolemaica in un unico pro­dotto, la Corsica del Buondelmonti-Martello (1420-1490 circa), in cui vengono rappresentati gli elementi corografici fino ad allora non contemplati, infine quella del XVIII secolo frutto del lavoro di ingegneri-cartografi liguri e specialmente francesi [...] che contribuiscono a togliere dall'anonimato un'isola rimasta per molto tempo méconnue (pp. 247-248). Anna Guarducci e Leonardo Rombai si occupano invece dell'apporto espresso da Humboldt alla nascita della geografia umana {Alle origini della geografia umana problematica e prospettica. Alexander von Humboldt e gli studi relativi al viaggio in America del 1799-1804), sottolineandone il peso nelle vesti di geografo viaggiatore, determinante, nella fase precedente all'istituzionalizzazione del sapere in una disciplina, allo scopo di unire osservazioni e considerazioni di natura economica, naturalistica e persino sociale, capaci di tra­valicare il mero ambito descrittivo.
I saggi dedicati all'Ordine di S. Stefano si aprono con quello di Marcella Aglietti {Il priorato di Visa in casa Piccolomìni sulla tenuta di Porrona in Maremma) che riesce a districare, attraverso un arco temporale compreso fra il Cinquecento e l'Ottocento, una complessa vicenda patrimoniale, resa ostica da un' enorme quantità di resoconti e sentenze giudiziarie (p. 51), destinate a coinvolgere i vari rami della famiglia Piccolomini, di cui il saggio in questione offre i preziosi alberi genealogici, tratti dalla documentazione dell'Archivio dell'ordine stefaniano. Carat­teri analoghi presenta il contributo di Danilo Barsanti (Le vicende del priorato di S. Miniato in casa Sforma Cesari a S. Fiora sul Monte Amiata: momenti del rapido de­clino di un 'antica famiglia signorile) che si propone l'obbiettivo di far luce sulla politica adottata da Pietro Leopoldo verso i titolari di feudi ubicati in Toscana (p. 102) proprio ripercorrendo la storia di casa Sforza a S. Fiora. In realtà, la ri­cerca di Barsanti prosegue anche in direzione ottocentesca, analizzando sia la que­stione delle rivendicazioni da parte della popolazione del luogo circa la sopravvi-