Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
anno
<
1998
>
pagina
<
255
>
Libri e periodici 255
venza di alcuni usi civici, sia quella della ingente commenda degli Sforza, oggetto di lunghe controversie. Danilo Marrara (Le provatile di nobiltà del cavaliere stefa-mano Giovanni Maria Saladino dal Borgo (1673-1753) e un singolare documento in tema di notariato) affronta una materia a lui da sempre molto congeniale, quella delle provanze di nobiltà, qui riferite al caso di Giovanni Maria Saladino dal Borgo che presenta particolare interesse per un esplicito richiamo ad un singolare documento del settembre 1673, col quale Cosimo IH, su informazione del tribunale della Rota fiorentina, aveva sottratto il notariato alla qualifica di "arte vile e meccanica", esimendo quanti lo esercitassero dalla perdita dello status nobiliare (p. 347). Ancora una volte, la documentazione dei processi di nobilitazione manifesta tutta la sua preziosità ai fini della storia patrimoniale e più generalmente istituzionale, collaborando alla precisa individuazione della definizione giuridica e sociale di uno status.
H volume termina, in maniera decisamente appropriata, vista la più volte ricordata fede cristiana di Imberciadori, cosi sottesa anche alla sua stessa produzione storiografica, con un prezioso intervento di Giuliano Marini (Cristologia e storia. Sulla moderna fortuna filosofica dell'inno cristo logico di FU, 2, 6-11) che toma sul tema dell'importanza sulla formazione e sulla matura filosofia hegeliana dell'opera di S. Agostino, ed in particolare del De trinitate, per la meditazione ivi contenuta del celebre passo della lettera paolina ai Filippesi, che si è soliti denominare inno cristologico (p. 329). La conclusione del saggio di Marini, che riflette sul pensiero di Piovani, secondo la quale la filosofìa della croce, patrimonio di tutti gli uomini al di là delle fedi, aiuta a comprendere, ed ancora a sperare (p. 345) sarebbe stata pienamente, e sentitamente, condivisa da Imberciadori.
ALESSANDRO VOLPI
MICHELE LUNGONELLI, Alla ricerca della fabbrica; Milano, Franco Angeli, 1996, in 8, pp. 196. L. 34.000.
I tempi e le modalità secondo cui il sistema di fabbrica si è venuto consolidando nel nostro paese, assumendo una sua forma anche originale rispetto al più generale processo di industrializzazione su scala intemazionale, vengono riproposti, nel lavoro di Lungonelli, quale questione affatto acquisita in maniera definitiva e dunque come argomento che offre alla storiografìa campi di ricerca passibili di ulteriore approfondimento, di verifica, nonché di stimolo innovativo.
II volume in esame, che raccoglie una serie di contributi dell'Autore apparsi in sedi diverse fra il 1985 e il 1993, si presenta pertanto come strumento prezioso non soltanto sul piano analitico, ma anche su quello propositivo. E ciò soprattutto in quanto puntualmente attraversato da alcune categorie interpretative sulla base delle quali si intravede la possibilità di valutare il processo di industrializzazione italiano secondo prospettive sostanzialmente diverse da quelle per lo più consolidatesi in gran parte della storiografìa da più di un trentennio.
Sotto questo profilo, pertanto, più che tornare ad insistere sulla questione oramai classica del ritardo dell'Italia nei confronti dello sviluppo industriale europeo-continentale (e cioè anche rispetto agli altri paesi second comers), l'Autore presta particolare attenzione al periodo comunemente definito della seconda rivoluzione industriale in cui emergono, con contorni più nitidi quegli elementi di qualità e originalità del mostro apporto al processo di industrializzazione intema-