Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
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1998
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pagina
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257
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Libri e periodici . 257
produttivo nella fabbricazione di banda stagnata (latta), anche all'ombra del dazio protezionistico imposto sullo stagno con la tariffa doganale del 1887.
Il caso della Magona assume tuttavia una particolare importanza anche sotto un altro punto di vista, spesso trascurato dalla storiografia. E cioè mostra come l'indirizzo protezionista non si risolse unicamente in una calda copertura, non scevra da privilegi, di quelle industrie su cui lo Stato aveva un interesse diretto (in particolare quelle che si dedicavano alla produzione di materiale militare e ferroviario), ma esercitò anche azione di stimolo per quelle imprese volte a soddisfare una domanda interna esclusivamente privata, come appunto quella di banda stagnata, permettendo loro di attuare una vera e propria import substitution e di dominare perciò il mercato intemo sottraendolo alla concorrenza estera.
Tuttavia, se i settori protagonisti della seconda fase dell'industrializzazione si sono dimostrati capaci di tale dinamismo da assumere spesso una vera e propria preponderanza nello sviluppo economico italiano (in Toscana, ad esempio, essi coesistevano accanto al tradizionale tessuto produttivo di altri comparti in una peculiare risposta regionale alla crescita industriale come rilevato nel saggio Una trasformatone periferica. L'industria in Toscana tra la fine dell'Ottocento e la vigilia del secondo conflitto mondiale, pp. 70-81), non è certo fenomeno imputabile unicamente all'adozione di indirizzi di politica economica di stampo protezionistico. I/Autore difatti sottolinea ripetutamente l'insostituibile ruolo dell'innovazione tecnologica per superare difficoltà di carattere oggettivo, come la carenza di fonti energetiche (carbon fossile in particolare) che, facendo lievitare i costi di produzione, rendeva scarsamente concorrenziali i prodotti nazionali. Spesso opera di pionieri dell'industria dotati di eccezionale inventiva e capacità di iniziativa, l'introduzione di nuove tecnologie costituisce più di ogni altro aspetto lo specchio di una risposta tutta italiana al processo di industrializzazione. I più volte citati caratteri di originalità del nostro sviluppo nella fase della seconda rivoluzione industriale sono mirabilmente rappresentati dallo sviluppo dell'industria elettrica nazionale. In Sviluppi tecnologici e applicazioni produttive dell'elettricità in Italia (pp. 35-69), l'Autore illustra difatti come questo settore sia divenuto l'arma per combattere la scarsa disponibilità carbonifera, aggravatasi durante il primo conflitto mondiale, sfruttando le abbondanti risorse idriche - la nostrana opzione idroelettrica o, come nel caso toscano, i soffioni di Larderello (sistema termoelettrico). L'elettrificazione, poi, andò in soccorso appunto di quei settori fondamentali quali quello siderurgico, metallurgico, chimico e dei trasporti (nel 1927-28 l'Italia possedeva la rete ferroviaria più elettrificala d'Europa).
Come si può notare, la raccolta in esame offre una vasta gamma di proposte di ricerca e di verifica, destinate a far nuova luce su problemi storiografici che restano decisamente attuali ciò non soltanto sotto il profilo delle indicazioni piò propriamente interpretative, ma anche per quanto riguarda la possibilità di utilizzazione di fonti documentali fino ad oggi per lo più inesplorate. Lungonelli, accorto nel non lasciar passare inosservata nessuna possibilità innovativa nel campo della ricerca storiografica, fornisce indicazioni preziose per un decisivo approfondimento di una storia del movimento operaio che negli ultimi anni si trova in fase di evidente stasi. Nello studio dal titolo Una fonte per un mutamento di prospettiva: la classe operaia italiana net libri di matrìcola (pp. 82-87), egli segnala difatti come la fortunata apertura di molti archivi di impresa metta a disposizione una rara occasione per attuare il superamento di una storiografia tributaria di