Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <260>
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260 Libri e periodici
per Vanno 1849, svoltasi il 2 ottobre 1848, sotto la presidenza del baione Johann von Wessenberg-Ampringen, che conclude di fatto il ciclo di un ministero, che verrà rimpiazzato formalmente soltanto il successivo 21 novembre. La parte documentaria accanto ai protocolli del consiglio dei ministri contiene i protocolli di tre sedute della conferenza di stato del marzo 1848, nel corso delle quali viene preparata la transizione dal regime assolutistico a quello costituzionale.
I protocolli documentano la fase iniziale dell'attività del consiglio dei ministri asburgico, segnata dall'incertezza sul profilo e sulla natura del nuovo organo (organo esecutivo dell'imperatore o autonomo ufficio centrale dello Stato, secondo l'incisiva formula alternativa proposta dal curatore Thomas Kleteéka), caratterizzata da un lato dall'aspirazione a dare vita ad un nuovo sistema politico, dall'altro dalla volontà di restaurare la tranquillità e l'ordine infranti dai movimenti quarantotteschi. Questa in­certezza si riflette sulla stessa composizione del ministero, che varia con estrema fre­quenza: nello spazio di pochi mesi si succedono cinque gabinetti e si nota il passag­gio da un fortissimo legame iniziale con il vecchio ordine ad un maggiore distacco dal periodo precedente. Nel primo ministero siedono l'uno accanto all'altro uomini come Kolowrat, scelto come presidente provvisorio e come simbolo del mutamento, in quanto avversario storico di Mettemich, e il conte Karl Ludwig Ficquelmont, che da Mettemich era stato indicato come proprio successore. Ma al di là del diverso rapporto personale con l'ex cancelliere, entrambi rappresentano un orientamento ra­dicato nel passato. Vari esponenti dei ministeri successivi, come il barone Franz von Sommaruga, Wessenberg, il barone Anton von Doblhoff-Dier e Ernst von Schwar-zer, che talora si ricollegano alla tradizione progressiva della burocrazia giuseppina, sembrano più idonei a pilotare un nuovo corso politico. La fine di questo esperi­mento, sempre oscillante tra conservazione e moderato rinnovamento, viene segnata dall'ultima delle rivoluzioni quarantottesche viennesi, quella di ottobre: al momento della fuga della corte a Olmùtz i ministri vicini alle posizioni liberali-borghesi si di­mettono, mentre due ministri seguono l'imperatore nella città boema, garantendo co­si una continuità puramente formale dell'organo ministeriale. Già alla fine di ottobre Felix zu Schwarzenberg è incaricato di costituire un nuovo ministero, che entra in carica il 21 novembre 1848. Si esaurisce così la prima fase delle vicende quarantotte­sche e si creano le premesse per il successivo ritorno all'assolutismo. Dal punto di vista della struttura dell'edizione dei protocolli questo significa che la prima serie si esaurisce in quest'unico volume, mentre con il 21 novembre 1848 inizia la seconda serie, dedicata al ministero Schwarzenberg, della quale è attualmente in preparazione il primo volume.
In questi mesi politicamente e costituzionalmente così mossi e complessi, nel corso dei quali esso si trova tra l'altro a convivere a Vienna, dopo la rivoluzione di maggio e fino ad agosto, con un comitato di salute pubblica che è organo della lega­lità rivoluzionaria, il consiglio dei ministri affronta i grandi temi della storia asburgica del periodo, dalle questioni nazionali a quella tedesca, dal problema costituzionale a quello sociale. I nessi tra la documentazione pubblicata e questi nodi essenziali che si dipanano nel corso dell'anno rivoluzionario sono esaurientemente analizzati da Kletedca in un ampio e stimolante saggio introduttivo.
La documentazione offre molteplici spunti di riflessione, ad alcuni dei quali vorremmo sommariamente accennare. Nei protocolli relativi alla Galizia si riflette il contrasto nazionale polacco-ruteno: il consiglio dei ministri si trova di fronte da un lato alle rivendicazioni nazionali polacche e dall'altro alla richiesta rutena di divisione del Land. Una diretta influenza sul problema ungherese è sottratta al consiglio dei