Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
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dia. Le tensioni del '48, che non risparmiano neppure Trieste, consigliano una particolare attenzione per questa città, che appare sempre più di vitale importanza per tutta la monarchia.
Il volume sul '48, con le sue 728 pagine di documenti, è il più ampio sinora pubblicato nella collana dei protocolli; questo rende ancora più ammirevole l'impegno del curatore, sia nella densa introduzione sia nell'accurata edizione. Nel commento Kleteéka si avvale di un'ampia e aggiornata bibliografia plurilingue, alla quale si potrebbero forse aggiungere alcuni altri tìtoli italiani; nella parte documentaria ha integrato le fonti viennesi, in parte distrutte nell'incendio del palazzo di giustizia del 1927, con fonti provenienti anche dagli archivi di Praga, Bmo, Cracovia e Leopoli; la ricerca compiuta nell'archivio dell'antico capoluogo della Galizia orientale è il segno che anche negli studi storici i muri che hanno diviso l'Europa si stanno ormai dissolvendo. L'introduzione di Waltraud Heindl si conclude con il ricordo di Horst Brettner-Messler, uno dei primi collaboratori dell'edizione dei protocolli, spentosi prematuramente nel 1996; chi scrive si associa al commosso ricordo del collega scomparso, archivista dello Haus-Hof-und Staatsarcbiv e figura familiare ai frequentatori della sala di studio dello storico palazzo di Minorìtenplats
ANGELO ARA
1848. Dallo Statuto albertino alla nuova legge municipale. Il primo Consiglio comunale elettivo di Torino, a cura di Carlo Pischedda e Rosanna Roccia; Torino, Archivio Storico della Città di Torino, 1995, in 8, pp. 153. S.p.
Questo saggio avvia una promettente collana ideata e programmata)) dal presidente del Consiglio comunale di Torino, Domenico Carpanini che l'Archivio storico della città piemontese dedica agli Atti consiliari Serie storica)). L'obiettivo dichiarato è di deostruire, a partire dal 1848, i momenti di dibattito e di decisione di cui è stato protagonista il Consiglio comunale di Torino, che hanno riguardato le principali scelte di politica comunale e i più significativi eventi della storia torinese e nazionale)).
I curatori dei volume, Carlo Pischedda, che ben conosce le problematiche elettorali e politico-istituzionali del Regno di Sardegna, e Rosanna Roccia, direttrice dell'Archivio in questione (dov'è conservato il materiale utilizzato), sono riusciti a fornire un quadro dettagliato e al tempo stesso agile delle vicende.
La lettura e l'analisi critica dei verbali delle sedute del Consiglio dei decurioni negli ultimi mesi della sua secolare esistenza, in particolare le sedute del febbraio '48, è finalizzata a ricostruire il passaggio nel Regno di Sardegna dalla monarchia assoluta a quella costituzionale. H saggio si divide in due parti. Nella prima si evidenziano le ragioni che spinsero il Consiglio decurionale a chiedere a Carlo Alberto la concessione di una carta costituzionale. Viene riportata in proposito la petizione che i decurioni di nomina regia e in grande maggioranza aristocratici presentarono al monarca, nella quale si chiedeva l'introduzione di quelle istituzioni rappresentative che il re avrebbe giudicato più opportune e la formazione di un corpo di milizia cittadina. Tra le ragioni poste ad avvalorare tali richieste venivano citati gli ultimi avvenimenti di Napoli, di Genova e di molte altre città del Regno, indicati come alta prova del voto universale. La titubanza del re, preoccupato da possibili sbocchi rivoluzionari, sfociata in un