Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <264>
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compito di compilare una lista di 160 nomi per il Consiglio comunale, 50 per il provinciale e 40 per il divisionale; ognuna contenente un numero di candidati doppio rispetto a quello dei consiglieri da eleggere. Pischedda e Roccia hanno giustamente sottolineato la presenza di politici nelle tre liste (ministri, senatori, deputati), segno che si avviava quel processo di commistione fra politica e am-ministrazioni locali più volte rilevata e denunciata nel corso degli anni. Appro­fondimenti analoghi andrebbero svolti anche per altre realtà. L'attenzione dei cu­ratori si rivolge poi al risultato del voto e, a questo proposito, viene presentato una sorta di album fotografico degli 80 consiglieri costituenti il primo Consiglio comunale elettivo di Torino. Sono molti i nomi di spicco della politica piemon­tese e italiana che vi compaiono: C. Bon Compagni, V. Gioberti, C. Balbo, C. Cavour, L. Menabrea, per citarne alcuni tra i più ramosi. A questo punto il saggio offre interessanti rilievi statistici sulla composizione di quel consesso municipale entrato in funzione il 1 gennaio 1849: provenienza sociale, età e carriera dei con­siglieri La conoscenza della composizione del Consiglio è sempre fondamentale per un'analisi critica dell'attività deU'amministrazione locale, sia essa Comune o Provincia.
Il libro, infine, presenta un'appendice, dove, oltre ad un estratto del de­creto 7 ottobre 1848 per l'amministrazione dei comuni, titolo 1 , sono riportate delle brevi biografie dei 59 decurioni un seggio era vacante , che componeva­no l'ultimo Consiglio decurionale di Torino. Vengono cosi rilevate alcune signifi­cative differenze tra questa assemblea, figlia dello Stato assoluto, e il primo Con­siglio elettivo, concesso dalla monarchia costituzionale. Tra i decurioni predominavano gli aristocratici (80) e l'età media era di 53 anni e 4 mesi; men­tre tra i consiglieri eletti nel novembre *48 i nobili erano appena il 28,7 del to­tale e l'età media si era abbassata a 49 anni e 6 mesi.
Il caso di Torino, capitale del Regno di Sardegna e futura capitale dell'Italia unita, per la funzione primaria avuta dai Savoia e dal governo piemontese nel quadro delle vicende istituzionali e politiche italiane, va ben oltre il limitato am­bito della storia locale. Ciò accresce certamente l'interesse per lo studio effettuato da Pischedda e Roccia. Riteniamo però auspicabile che tale esempio venga seguito da altre città italiane. È ormai pacificamente riconosciuta la necessità di ricostruire con maggiore precisione i rapporti fra le varie realtà amministrative e politiche locali e fra queste e il potere centrale. Ecco perché abbiamo salutato con soddi­sfazione l'iniziativa editoriale intrapresa dall'Archivio Storico della Città di Torino.
ANDREA PROIETTI
AA.W., Cesare Balbo alle orioni del cattolicesimo liberale, a cura di GABRIELE DE ROSA e FRANCESCO TRANIELLO; Bari, Laterza, 1996, in 8, pp. 206. L. 48.000.
FRANCESCA KAUCISVILI MELZI D'ERIL, Cesare Cantk e i cattolici liberali franasi - Cinque corrispondente con Franfois-Alexis Rio, Albert Du Bqys, Cornile de Meaux, Mons. Fe­lix Dupanloup, Maxime de la Rocfaterie; Milano, Edizioni Comune di Milano Amici del Museo del Risorgimento, 1994, in 8, pp. 226. S.p.
Che siano attuali tutte la questioni politico-culturali trattate durante il periodo del Risorgimento si constata dai temi del dibattito dei giorni nostri e risalta in pieno