Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <267>
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Libri e periodici 267
tensioni culturali. Riscoprire gli agganci con il passato giova sempre, ma particolar­mente è utile a ricollegarsi alle radici cui si alimentano le ramificazioni attuali e a non sentirsi staccati dalla storia, dovendosi considerare sempre benefiche le matrici del nostro essere e del nostro pensare ed indispensabile il rifiuto di ogm forma di isolamento nel tempo come nello spazio. Il cattolicesimo liberale ha tradizioni no­bili di pensiero e d'azione, come ci dimostrano tra l'altro i due volumi che fortu­natamente ci siam fatti passare tra le mani.
GAETANO ANDRISANI
ANTONIS LIAKOS, L'unificazione italiana e la Grande Idea. Ideologia e astone dei movi­menti nazionali in Italia e in Grecia, 1859-1871, prefazione di Stuart Woolf (Bi­blioteca di cultura neogreca, 3); Firenze, Aletheia, 1995, in 8, pp. 228. L. 35.000.
NeH'invemo del 1821, mentre l'eterista Alexandros Ypsilanti leva in alto, di là dal fiume Prut, la bandiera con al centro la fenice bizantina, chiamando all'insur­rezione gli adepti della Pbiliki Hetairia di Moldavia e Valacchia, nei medesimi giorni riecheggia in quelle terre il programma nazionale di Tudor Vladimirescu, e così, senza indugio, le forze coalizzate dei due patrioti mirano a cacciare i Turchi e a liberare anche la città di Bucarest. Ma la libertà è effimera, troppo fuggevole, per­ché la reazione ottomana non tarderà a scatenarsi, se è vero che presto i Turchi, con la tradizionale crudeltà ad essi tanto peculiare, ripristineranno l'ordine e l'autorità in quelle contrade periferiche dell'ancor vasto e temuto dominio della mezzaluna. Nonostante la disfatta sul basso Danubio dei patrioti moldavo-valacchi sia, quindi, repentina e si consumi pure nella sofferenza, l'intero Peloponneso ugualmente insorge contro la Sublime Porta. Così, dai dirupi della Tessaglia alle rocce di Candia, dalle acque dello Ionio alle sponde dell'Egeo, l'indomita e fiera nazione greca, al grido di eleutheria a thànatos, è partecipe dello slancio insurrezio­nale, che adesso, in terra di Grecia, scandisce i giorni della rivoluzione. Ma la tanto anelata libertà dalla plurisecolare tirannide turca è ancora di là da venire, e negli anni della lotta contro un avversario terribile e spietato, le immani sofferenze e le indicibili privazioni, che pure segnano nel corpo la stirpe greca, non riescono però a fiaccare il coraggio di quel popolo e a scalfirne l'incrollabile volontà di [...] libe­rare la Patria, abbattere dal cielo la Mezzaluna e innalzare il segno nel quale si vin­ce sempre, la Croce per vendicare la Patria e la Fede .*)
Ebbene, la Philiki Hetairia e i Klefti, Neocastro e Missolungi sono oggi il pa­trimonio della coscienza storica e collettiva della Grecia contemporanea, perché essi simboleggiano gli uomini ed i luoghi della sua memoria storica, a ricordo della re­denzione nazionale, fortemente voluta da tutto un popolo oppresso e martoriato, affinché fosse posto termine ad un umiliante servaggio. La rivoluzione greca è an­che l'effetto del generale risveglio delle nasoni sena storia, fenomeno così tipico dell'Europa centro-orientale, nel secolo XIX, e che si concretizza, dapprima nel continente, proprio per l'emancipazione dei sudditi cristiani dell'Impero ottomano, il
fl Le parole sono tratte dal proclama indirizzato ai Greci dopo la sanguinosa battaglia dì Dràgàsani, in cui il Battaglione sacro di Alexandros Ypsilanti fu annientato dall'armata ot­tomana. Il testo in MARIO Vini, Storia /iella letteratura neogreca, Torino, 1971, p. 158.