Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
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1998
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274 Libri e perioditi
profondo malcontento sociale ed economico delle popolazioni meridionali e dilagò ben presto, sino a divenire fenomeno di massa, a causa della cieca, smodata e spietata politica repressiva messa in atto dai governi della Destra, una politica volta soltanto a combattere i sintomi del male e che non si curava minimamente di individuarne le cause. L'unico limite che si può riscontrare nell'analisi del brigantaggio eseguita da Bianchini è - come rileva Assunta Esposito - di non aver dato il dovuto risalto al fatto che il malessere delle plebi del Mezzogiorno continentale aveva un'origine ben più remota della crisi politica del 1860 (p. 74).
Nel complesso, la valutazione che Bianchini dà dei primi nove anni di governo della Destra è una valutazione negativa. Non bisogna credere, però, che questo suo giudizio fosse dettato da nostalgia per il passato borbonico. Le critiche che egli rivolge contestualmente alla monarchia borbonica per la sua inefficienza e la sua incapacità di rinnovarsi dimostrano l'obiettività di giudizio del nostro autore. H rimprovero di fondo che Bianchini muove ai governi unitari è scrive la curatrice di non aver saputo mantenere le adesioni che per gli errori della monarchia borbonica si erano riversate sulla proposta di Cavour: le aspettative di buon governo erano andate deluse per la pretesa della Destra di governare contro i bisogni e le attese della società meridionale (p. 80).
Ma di là dalle considerazioni storiografiche sui primi anni dì vita dello Stato unitario, questo Nove anni del Regno d'Italia mi pare importante anche perché costituisce una testimonianza molto significativa come osserva opportunamente Assunta Esposito del disagio e talora del profondo malessere che caratterizzò ampi settori della società meridionale nella fase di avvio della nuova Italia (p. 79).
Lucio D'ANGELO
MYKOLA M. VARVARTSEV, Gli italiani in Ucraina (XIX sec). Dizionario biografico degli uomini di cultura; Kiev, Accademia nazionale delle scienze d'Ucraina, Istituto pei la storia d'Ucraina, 1994, pp. 194 (in lingua ucraina). S.p.
L'uscita del presente lavoro si deve ritenere come la continuazione dell'indirizzo scientifico iniziato dall'Autore con la sua monografìa Ucraina nei rapporti russo-italiani sociali e culturali. (Prima metà del XIX. sec.) pubblicata nel 1986 a Kiev. Stavolta per studiare il problema si è scelto il genere storico-biografico. Il volume narra dei più di 500 italiani che hanno lasciato la loro impronta nell'arte, nell'istruzione o nella scienza d'Ucraina nell'Ottocento. Come il primo tentativo, anche questa edizione non pretende di abbracciare interamente il repertorio dei personaggi, e di ciò parla l'Autore stesso nell'articolo introduttivo del dizionario spiegando che finora non sono state esaminate le numerose fonti archivistiche e le emeroteche nazionali ed estere dal punto di vista dell'affioramento sistematico e del computo dell'elemento italiano in Ucraina. Tuttavia i risultati di questa ricerca sono oltre modo evidenti: per la prima volta nella storiografia ci si è aperti al panorama vasto della presenza italiana nelle terre ucraine in vari campi d'arte e d'attività intellettuale come architettura, musica, teatro, circo, pittura, scultura, lettere e giornalismo, insegnamento, studi scientifici. Abbiamo appreso cose nuove riguardanti Giuseppe Garibaldi, Tommaso Salvini, Angelica Catalani, Carlo Bossoli, Angelo De Gubernatis ed altre ben note figure. Nel contempo qui si sono rac-