Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1998>   pagina <278>
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278 Libri e periodici
Sardegna a Pasquale Tola, il Muratori sardo, filologo della storia isolana che per primo parlò del carattere nazionale dei sardi.
Un volume equilibrato e di piacevole lettura, questo di Accardo, nonostante si tratti come si è sottolineato in precedenza di una raccolta di saggi pubbli­cati in tempi e con finalità diverse, ma tutti, in ogni caso, accomunati da una medesima valenza scientifica e dall'obiettivo di offrire attraverso un rapido, ma non per questo superficiale o banale, excursus storiografico un contributo alla comprensione e alla diffusione della conoscenza della storia culturale e politica della Sardegna.
VINCENZO FANNINI
SERGIO LA SALVIA, Garibaldi; Firenze, Giunti-Iisciani Editori, 1995, in 8, pp. 127. L. 10.000.
E un serio problema, per uno storico, presentare la figura di un protagonista su cui esista un'imponente bibliografia, in un lavoro di ampia divulgazione che vo­glia però conservare una sua validità scientifica. Sergio La Salvia, nel curare questa biografia di Garibaldi, ha tentato di conciliare i due aspetti. È chiaro che ad un'opera divulgativa l'autore deve dare un taglio fondato su scelte nette e precise. L'intento di La Salvia, in tal senso, è stato di non soffermarsi sul contributo - già assai analizzato di Garibaldi condottiero alle guerre d'indipendenza italiane, ma di illuminare il ruolo politico da lui svolto a partire dai primi moti mazziniani, fino alle lotte parlamentari post-unitarie. Si deve, tuttavia, constatare che al progetto ini­ziale non hanno corrisposto risultati pienamente convincenti. Se l'obiettivo era quello di rivolgersi ad un pubblico popolare, disinformato sulla materia trattata, allora alcuni passaggi risultano poco comprensibili, perché temi o momenti come il sansimonismo, la questione d'oriente, il Congresso di Parigi, la Convenzione di settembre e la guerra franco-prussiana (che tutti in certa misura si intrecciano con le vicende del protagonista) vengono dati per conosciuti e tali, quindi, da non ri­chiedere la minima delucidazione. Se, invece, il fine dell'autore era quello di susci­tare una riflessione critica tra un pubblico più preparato, sarebbe stato opportuno approfondire la tesi di fondo secondo cui dittatura antiparlamentare insieme ad un anticlericalismo estremo costituiscono, dal punto di vista ideale, tutto il lascito di Garibaldi (p. 110). Proprio le pagine dedicate al ruolo politico da lui assunto quale esponente di una singolare alleanza extraparlamentare tra monarchia e popolo (p. 85), che trapasserà nel mito Crispino della monarchia democratica nata dal patto tra il re e Garibaldi e ratificato nei plebisciti (p. 116) risultano interessanti. Così come stimolanti sono le considerazioni sui germi di sovversivismo, maturati poi in fronti contrapposti, che il garibaldinismo introdusse nella tradizione politica dell'Italia unita e quelle conclusive sulla rivendicazione del mito dell'Eroe da parte di nazio­nalisti, fascisti, socialisti e comunisti, naturalmente con ben diverse motivazioni. Ma purtroppo si diceva tutti questi spunti non sono sviluppati. Riteniamo, comun­que, che i limiti cui abbiamo accennato siano da imputarsi alla struttura troppo sintetica e vincolante dei volumetti che compongono la collana Conoscere i protagoni­sti della Giunti-Iisciani, di cui il lavoro di La Salvia costituisce una delle pubblica­zioni.
FILIPPO RONCHI