Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA-CARIGNANO (DI) EUGENIO
anno <1921>   pagina <467>
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Il prmàpa Eugenio tfi Oarignmo eoo. 467
suo improvviso dal comando, ad azione iniziata, era un'offesa al Gialdim ed a quanti nell'esercito lo stimavano/*
Non conosco il tenore della risposta del conte di Cavour, ma dovette essere perentoria, perchè non meno energica fu la controrisposta del Principe luogotenente, data per dispaccio il 30 gennaio:
Je vous prie à décniffrer vous mèiue. Nigra w'a commturìgné votre dépèohe quéifetoiiè.fcrès-blessftutoponrmoL Je voos prie dire au Boi que je n'entend pas du tóut jouer ltìSgSlo de mannequin car à de pareilles condi-tions nion honneur m'oblige, ;fco,ufc pie demander à S. M. à mettre un antre à ma place ,
XI conte di Cavour comprese allora con chi avesse adirla: il y a des questiona pour moi sacrés et pour celles-là je ne transigerai, jamais! aveva scritto Eugenio di Savoia-Oarignano e la msb onoratezza di soldato e di principe compromessa, se non andava a Gaeta, era una di siffatte questioni. Bisognava cedere per evitare una crisi maggiore con le dimissioni del nuovo luo-gotonentev J] U Ministro, messo da parte il puntiglio personale, piegò il capo e compilò la minuta del dispaccio da sottoporsi alla firma del E-e, in risposta al suo amatissimo Cugino , au­torizzandolo ad andare a Gaeta, ma scongiurandolo di non to- glire il comando al Oialdmi. Vittorio Emanuele II comprese la situazione e di suo pugno aggiunse sulla minuta cavouriàna al­tre parole per convincere maggiormente il fiero Principe, parole che per fortuna possiamo conoscere, perchè se ne tenne regi­strazione dal copista nella copia da me esaminata. Il 31 gen­naio adunque il Re rispondeva :
IJO Corate Cavour m'apwtft dir qne to tfetaJs ressontideses dopòohos, jo vaia f;;ex)Iiqiuer quei en était Io ventatolo sona, .Fapp.ceuve plainemejit qne tu aìlles à (5aètt: ] visitor les tòroupes et Ics fcrfltvaux (l)],nuvis je ne penso pas qrie tu vetìillo privar <ij oomandement Cialdini, ce que je ne ferais pas moi-inSmo, si je me troirauis ù Naples [a la tèfee de l'armée. Da reste tn sais qne tu as tonto ma confìauco et colle de raes jninisfcres, car depois qne tu os a Naples on ne ti';;i jamais foib la njoindre observatìon (2)] .
Eugenio di Carignano non si arrese, a quanto pare, nep-
(1-2) he parti, poste fra- mffltòtà quadra in questo telegramma, furono aggiunte dal Re stilla minata lei ministro.
ao.