Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Istruzione. Epistolari. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <292>
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Pietro Ziliani
ministero per affidargli l'incarico di commissario governativo presso le Provincie meridionali del regno, affinché riferisse sulla riforma della pubbli­ca istruzione in atto nell'ex regno borbonico.
Quintino Sella lasciò Torino alla volta di Napoli verso la fine di luglio e si trattenne nel sud della penisola sino ai primi giorni di settembre.3) Si riferiscono a questo periodo le lettere di Francesco De Sanctis custodite presso gli archivi della Fondazione Sella - San Gerolamo di Biella4) pubbli­cate nelle pagine seguenti quale contributo all'epistolario desanctisiano in
generale al quale era stato chiamato dallo stesso Cavour il 31 marzo 1861, poiché si sentiva politicamente più vicino a Rattazzi che non a Bettino Ricasoli, subentrato a Cavour nella guida del governo (ALESSANDRO GuicaOLi, Quintino Sella, 2 voli., Rovigo, 1887-1888, ristampa anastatica, Torino, Libreria Vittorio Giovannacd di Biella, 1980, voi I, pp. 55-56).
3 Le lettere di Quintino Sella a Francesco De Sanctis da Napoli e Palermo sono pubblicate in FRANCESCO DE SANCTIS, Epistolario (1861-1862), a cura di GIUSEPPE TALAMO, Torino, Einaudi, 1969 (in seguito Epistolario III), pp. 205-206, 208-210, 213-217, 232-233, 240-245, 257; e nell'Epistolario di Quintino Sella, a cura di GUIDO e MARISA QUAZZA, volume I: 1842-1865, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1980, pp. 311-335. In questo lavoro si cita per comodità prevalentemente dal terzo volume del­l'epistolario desanctisiano. Circa le lettere di Sella a De Sanctis, si ricordano le considerazio­ni di G. Talamo {Epistolario III, pp. XL-XL1), e di A. Galante Garrone nel suo intervento alle celebrazioni del centenario della morte dello statista biellese: JL'Epistolario di Quintino Sella. Volume I, in Quintino Sella tra polìtica e cultura 1827-1884, Atti del convegno nazio­nale di studi, Torino - Palazzo Carignano - 24-25-26 ottobre 1984 pubblicato a cura del Museo nazionale del Risorgimento italiano di Torino e dell'Assessorato alla cultura della Regione Piemonte, p. 176. Entrambi gli autori sottolineano l'importanza di queste lettere per conoscere le reazioni di un esponente della tradizione liberale piemontese, e, nel caso di Sella, aggiungerei della borghesia industriale, che veniva per la prima volta in contatto con la realtà del mezzogiorno d'Italia. Sella usò nei confronti di quelle popolazioni parole di viva simpatia, non tralasciando di esprimere a De Sanctis le sue riflessioni politiche Le uniche lettere note di Francesco De Sanctis a Quintino Sella sono tre: una, del 26 luglio 1861, è pubblicata nel citato volume dell'epistolario di Francesco De Sanctis, p. 194, le altre due, datate 2 e 21 febbraio 1870, sono parzialmente pubblicate in: Epistolario di Quintino Sella, a cura di GUIDO e MARISA QUAZZA, volume III: 1870-1871, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1991, p. 60, dove, a p. 59, è pubblicata l'unica altra lettera nota di Sella, allora ministro delle finanze nel governo Lonza-Sella, a De Sanctis datata Roma, 22 febbraio 1870.
4) Si trovano in un fascicolo intitolato a Francesco De Sanctis, Carte Quintino Sella, Serie carteggio. Tali lettere non sono venute alla luce casualmente, bensì nel corso di una ricerca sul Sella e l'Accademia dei lincei durante la quale, la constatazione che De Sanctis non fece parte dei Lincei, indusse chi scrive ad un approfondimento dei rapporti con Sella e diede luogo al ritrovamento del presente carteggio. Nello stesso fascicolo è contenuto un gruppo di biglietti e di brevi comunicazioni inoltrate a Sella da De Sanctis negli anni 1878-79 e 1880-81, durante il secondo e terzo ministero della pubblica istruzione De Sanctis, con Benedetto Cairoli alla presidenza del Consiglio. Esse ineriscono ai rapporti intercorsi fra i due nella fase della presidenza Sella dell'Accademia dei Lìncei ma l'evidente omogeneità delle lettere sulla riforma scolastica del 1861 e la loro maggior consistenza, mi hanno persuaso a non accostare i due carteggi ed a riservarmi di prendere in considerazione la corrispondenza degli anni 1878-79 e 1880-81 nello studio, per altro già avviato, sul contri­buto della cultura napoletana all'Accademia dei lincei durante la presidenza Sella.