Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Istruzione. Epistolari. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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293
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F. De Sanctis a Q, Sella. Sette lettere del 1861 293
corso presso Einaudi. Si tratta di un gruppo di sei lettere autografe inedite (una è una comunicazione ufficiale con firma autografe) che De Sanctis scrisse a Sella durante il mese di agosto 1861. Grazie al loro ritrovamento la documentazione sulla riforma scolastica del 1861 si arricchisce di un frammento, a nostro avviso, di non secondaria importanza poiché, trattando del suo progetto con Sella, De Sanctis ne mette in luce dettagli (come p. es. nella definizione degli ambiti territoriali dei delegati straordinari e circa la ricostruzione dell'Accademia reale di Napoli) che consentono di cogliere alcuni aspetti della riforma nel suo farsi in modo assai più approfondito di quanto sia stato sin ora possibile. Benché sia certo che egli si era avvalso della collaborazione anche di Angelo Camillo De Meis, di Luigi Settembrini e di altri suoi antichi sodali, da queste lettere emerge infatti che fu soprattutto attraverso il Sella che pose in atto la soppressione delle segreterie generali regionali della pubblica istruzione, giusta il decreto del 25 luglio 1861, n. 124 e diede impulso, da Torino, alla riorganizzazione del ministero.
In riferimento a detta documentazione (abbondantemente raccolta nel terzo volume dell'epistolario desanctisiano)5) andrebbero dunque lette le lettere qui presentate. Da esse emergono alcuni tratti essenziali della politica di De Sanctis ministro della pubblica istruzione del 1861 e fra queste l'intensità con la quale De Sanctis avvertì l'urgenza del passaggio allo Stato unitario dell'amministrazione scolastica facente parte dell'ex regno borbonico. Il dato era già stato sottolineato da Alfonso Scirocco secondo il quale la politica desanctisiana del 1861 dovrebbe essere letta alla luce della preoccupazione di agire prontamente e decisamente per il rafforzamento dello Stato appena formato più che non a quella della fede nella libertà, sottolineata invece da Sergio Landucci. Nell'estate del 1861 sembra che De Sanctis avesse condotto una vera battaglia contro il tempo. Lo si evince dalle sue stesse parole e dallo stile del dialogo con Sella che risulta asciutto, quasi ridotto alle essenziali istruzioni e notizie dove l'urgenza si fa spesso esplicita: Ti gridavo presto, presto! dice al Sella l'8 agosto -etumi scrivi presto, presto! Tutto è fatto.
Per Walter Maturi Francesco De Sanctis sentì il problema della pubblica istruzione in Italia più come un problema di uomini che di cose.7) Se
9 Ricchissima la documentazione sulla riforma della pubblica istruzione a Napoli per SERGIO LANDUCCI, Spigolatura desanclisidne, in Critica storica, a. II (1963), pp. 56-98, p.72.
*) ALFONSO SCIROCCO, L'impegno politico di De Sanctis nell'età della destra e la trasforma-sporte dei partiti, in Francesco De Sanctis netta storia della cultura, a cura di Carlo Muscetta, Bari, Laterza, 1984, voi. H, pp. 403-450, p. 414. L'asserzione di Landucci è in Cultura e ideologia in Francesco De Sanctis, Milano, Feltrinelli, 1964, p. 262.
?} È quanto scrive Walter Maturi nella voce: De Sanctis déVEnciclopedia Italiana. Su questo particolare aspetto della politica desanctisiana v. anche: S. LANDUCCI, De Sanctis e Tommaseo. Lettere inedite, in Belfagor, a. XV1T (1962), pp. 82-85, e MARINO RAICICH, Momenti