Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Istruzione. Epistolari. Secolo XIX
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1998
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Pietro Ziliani
si escludono i Sella, i De Meis, i Settembrini, sono i delegati straordinari preposti al riordino degli istituti superiori (fra i quali per altro lo stesso Settembrini) che si pongono per primi all'attenzione del ministro. Nei loro confronti De Sanctis operò una accurata selezione insistendo particolarmente sulla natura del loro mandato: Fate ben capire dice almeno in un paio di occasioni a Sella che qui non si tratta di Direzioni generali regionali ma di missioni temporanee (4 agosto).8)
Ad amministrazioni nuove si doveva provvedere con uomini, se non del tutto nuovi, almeno non compromessi con il passato regime. È quanto attiene al nodo degli impiegati della sopprimenda amministrazione, per alcuni dei quali si profilava la rimozione. L'operazione era da condursi secondo De Sanctis con cautela facendo alcune concessioni allo spirito pubblico (4 agosto), ma alla fine occorreva pur tagliar corto: Finiamola con gli impiegati, scriveva il 22 agosto.
In frasi come Meglio uomini speciali che Commissioni (4 agosto) c'è tutto il De Sanctis del 1861 e anche se a causa delle nomine e degli spostamenti nello scacchiere del nuovo ministero, la pedagogia, il magistero a cui attese per tutta la vita, ne avrebbe sofferto, data la presente situazione non sarebbe stato un grosso guaio, d'altronde dice De Sanctis la pedagogia non è cattedra universitaria (11 agosto). Due consolidate istituzioni furono però assai presenti in quei giorni nei pensieri di De Sanctis, la prima, l'istruzione tecnica, ancora quasi del tutto assente nel Mezzogiorno d'Italia, e l'altra, l'Accademia, in questo caso l'Accademia reale di Napoli, in crisi rispetto al ruolo propulsivo a favore del sapere scientifico che aveva avuto nel passato.9) Sarebbe un gran regalo a Napoli confidava a Sella - se si riuscisse a dar vita ad un istituto tecnico in quella città e per te onore grandissimo il gittarne le basi (12 agosto). In merito all'Istituto tecnico tuttavia De Sanctis non fu con Sella così esplicito da conferirgli un vero e proprio incarico come intese o avrebbe invece voluto far credere Sella nel dibattito parlamentare del 22, 27 e 28 gennaio 1862. In quella occasione Sella parlò in difesa del decreto del 28 novembre 1861, promosso da Francesco De Sanctis, in base al quale gli istituti tecnici soggetti
di politica culturale dopo l'unità (De Sanctis e Ascoli), in Belfagor, a. XXV (1970), pp. 495-529, p. 512, da cui è tratta la citazione.
8) Nella sottolineatura sembra di ravvisare, secondo quanto ha sostenuto Alberto Caracciolo, che per De Sanctis il decentramento amministrativo nel Mezzogiorno trovava il suo limite nell'esigenza di conferire al nuovo assetto statuale la maggior unitarietà possibile: Autonoma o ceirtraliaione degli studi superiori nell'età della Destra in Rassegna storica del Risorgimento, a. XLV (1958), pp. 573-603. Uguale giudizio è stato ripreso da G. TALAMO, ha scuola dalla legge Casati all'inchiesta del 1864, Milano, Giuffrc, 1960, pp. 46-48.
9) Sul ruolo assunto dalle accademie nel XIX secolo v.: UGO BALDINI, LUIGI BE-SANA, Organizzazione e funzione delle accademie, in Storia d'Italia, Torino, Einaudi, Annali 3, 1980, pp. 1307-1333.