Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Istruzione. Epistolari. Secolo XIX
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1998
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295
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E De Sanctis a jg. Sella. Sette lettere del 1861 295
all'autorità del ministero della pubblica istruzione venivano posti sotto l'egida del ministero dell'agricoltura, industria e commercio. Egli disse anche che durante il suo mandato nelle provincie meridionali, il ministro gli aveva affidato l'incarico di studiare se non fosse il caso di creare in Napoli un istituto tecnico superiore.10) Nella replica, De Sanctis corresse tale affermazione dicendo che Sella aveva ingrandito per modo un fatto personale,11) e queste lettere sembrano dargli ragione. Ciò che spiacque di più a De Sanctis fu che il suo ex segretario generale si fosse atteggiato a protettore e futuro ministro.12) Si tratta di un accento polemico nei loro rapporti di cui non si vuole certo ampliare la portata ma pare anch'esso un segnale ddft'imminente frattura con la Destra moderata che De Sanctis avrebbe maturato col successivo governo Rattazzi del febbraio 1862, con Sella alle finanze, e che avrebbe caratterizzato il suo futuro politico.13)
Nelle lettere che seguono De Sanctis si sofferma lungamente sull'Accademia reale di Napoli, sulla soppressione e ricostituzione della quale esiste una abbondante letteratura. A cominciare da Benedetto Croce, in polemica con Giovanni Gentile, molti hanno sostenuto la giustezza della posizione assunta in quella occasione da Francesco De Sanctis.14) I fatti sono noti. Basti qui ricordare che De Sanctis, ministro della pubblica istruzione in carica, si trovò a dover difendere controvoglia due decreti del 30 maggio 1861, sottoscritti dal luogotenente del re a Napoli, principe di Carignano, dal segretario alla luogotenenza, Costantino Nigra e dal ministro dell'istruzione, Paolo Emilio Imbriani, che sancivano lo scioglimento della società
,(0 Discorsi parlamentari di Quintino Sella raccolti e pubblicati per deliberatone della Camera dei Deputati, Roma, tipografia della Camera dei Deputati (stabilimenti del Fibreao), 1887, volume I, pp. 39-61.
in FRANCESCO DE SANCTIS, Il Mezzogiorno e lo stato unitario* a cura di Franco Ferri, Torino, Einaudi, 1960, pp. 124-148.
,2) Francesco De Sanctis ad Angelo Camillo De Meis, 27 gennaio 1862, in Epistolario ITI, pp. 415-416. Nell'ottobre del 1861 De Sanctis aveva confidato al De Meis: Che Sella è ambizioso e aspira alla mia successione, che Brioschi ha la stessa intenzione, n'ero persuaso da un pezzo. Non me ne irrito, è nella natura umana, ivi, p. 341.
,3) De Sanctis votò contro il governo Rattazzi, secondo lui troppo sbilanciato a favore dell'elemento piemontese (dei napoletani entrò solo Pasquale Stanislao Mancini, che tenne il ministero della pubblica istruzione per tre settimane). Tra l'ampia bibliografia sul De Sanctis politico, v. per lo specifico: A. SCIROCCO, L'impegno politico di De Sanctis cit., pp. 403-450.
,4J BENEDETTO CROCE, Francesco De Sanctis e lo scioglimento e la ricomposizione della Società reale di Napoli nel 1861, Memoria letta all'Accademia di Scienze morali e politiche della Società reale di Napoli, Tip. Sangiovanni, 1930, pp. 21. Ricordo inoltre: MICHELE MAYLENDER, Storia delle Accademie d'Italia, Bologna, Cappelli Editore, 1929, IV, pp. 379-383; NUNZIO COPPOLA, La vera storia dello scioglimento e del riordinamento dell'Accademia borbonica di Napoli nel 1861, in Letterature moderne, 1954, V, pp. 36-54; FAUSTO NlCOLTNI, Della Società di sciente, lettere e arti di Napoli e di altre accademie che la precedettero, in Accademie e biblioteche di/alia, a. XXV (1957), pp. 81-97; Epistolario III, pp. XXXV-XXXLX.