Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Istruzione. Epistolari. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <296>
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Pietro Ziliani
per ricostituirla secondo criteri consoni al nuovo Stato. La posizione di De Sanctis era scomoda poiché i decreti erano della luogotenenza di Napoli e non del suo ministero di Torino ed egli, non essendo riuscito a sospenderli in tempo (telegrafò a Napoli il 29 maggio), il 20 giugno 1861 in Parlamento dovette assumersene la responsabilità difendendoli dalle accuse di incostitu­zionalità sollevate dagli onorevoli Giuseppe Ricciardi e Liborio Romano; un mal passo in cui sono stato messo senza mia volontà, scriveva il 22 agosto a Sella. Dopo le dichiarazioni del ministro, la Camera respinse le interpellanze Ricciardi-Romano ed approvò, seppure di stretta misura, l'ordine del giorno Massari-Caracciolo che prendeva atto delle dichiarazioni di De Sanctis e della promessa che la ricostituzione dell'Accademia sarebbe avvenuta in modo da riconciliare il rispetto che si deve agli interessi ed ai diritti acquisiti col lustro e col decoro di quel nobile corpo .15>
Francesco De Sanctis si tenne sempre piuttosto lontano dalle accade­mie per le quali non provò mai una particolare simpatia. Egli preferiva, come si sa, il contatto diretto con gli scolari e dice Russo ~ i centri di cultura più familiari, più vivi, di più raccolto calore e più rapida irradia-. zione,16) come, p. es., il Circolo filologico che sorse a Napoli nel 1876 per opera sua. Dal canto suo, Sella fu tra coloro che negli anni di governo della Destra in Italia avvertirono tutta l'importanza del problema scolastico. È appena il caso di ricordare il suo forte impegno a favore dell'istruzione tecnica.17) H Sella, per la sua formazione scientifica, guardava tuttavia all'istituzione accademica con maggior interesse di Francesco De Sanctis, forse anche in ragione della sua più ricca esperienza maturata in proposito nell'Accademia delle Scienze di Torino. Membro di detta società dal 7 dicembre 1856, Sella si era prodigato in suo favore sino ad assumerne la leadership?*) dimostrando doti organizzative che avrebbe poi confermato come presidente dell'Accademia dei Lincei.
*9 F, DE SANCTIS, II Mezzogiorno e lo stato unitario eit., pp. 101-106.
9 LUIGI RUSSO, Francesco De Sanctis e la cultura napoletana, Bari, Laterza, 1943, p. 441 (la ed. 1929), dove si riporta un brano del discorso inaugurale tenuto al circolo filologico in cui De Sanctis tra l'altro diceva: Un po' d'Arcadia è rimasta ancora nelle nostre ossa. Per evitarla, il nostro circolo non dev'essere di produzione obbligata, non deve riunire soci sonnolenti, condannati a sentir sonetti e canzoni, o letture su cose poco interessanti, a guardar con ansia le pagine che si svolgono lentamente, ed a svegliarsi per dare un applauso di convenzione (ibidem).
,7) GUIDO QUAZZA, L'utopia di Quintino Sella, La politica della scienza Torino, Comi­tato di Torino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1992, pp. 384-415. Sull'apporto di Francesco De Sanctis all'istruzione tecnica v.: SIMONETTA SOIDANI, Scuola e lavoro: De Sanctis e l'istruzione tecnico-professionale, in Francesco De Sanctis nella storia della cultura cit, voi. II, pp. 451-516.
>> GUIDO QUAZZA, L'utopia di Quintino Sella cit, pp. 362-373.