Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Istruzione. Epistolari. Secolo XIX
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1998
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307
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F. De Samtis a Q. Sella. Sette lettere del 1861 307
Colgo volentieri questa occasione per attestarle la mia particolare gratitudine degli eminenti servigi che Ella rende al paese in questi difficili tempi e per annunziarle che le sarà tra breve spedito il relativo Diploma magistrale dell'Ordine.
Il Ministro De Sanctis
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Torino, 22 agosto [1861] Caro Quintino,
Ho mandato l'attestato a ColomiattL
Attendo una proposta di Settembrini per la sua nomina a Direttore del Convitto e degli studi nel Liceo, Masi in questo caso andrebbe Preside nel Liceo di Ferrara. Rodino sarebbe messo in disponibilità col suo soldo e con l'incarico di provvedere alla Biblioteca de' gesuiti, ciò che gli darà da fare per due o tre mesi
La pedagogia rimarrebbe vacante, e per ora non sarebbe gran male.
Veniamo all'Accademia. Mi piange il cuore a pensare che si debba spendere tanto denaro per tanti nonnulloni mentre c'è gran bisogno di scuole. Non volevo imporre, ma solo insinuare che si formasse tra loto una sezione incaricata di organizzare delle scuole sotto la loro direzione: unico modo di riabilitare le accademie. Del resto non credo alla possibilità di questa riabilitazione: ho detto ciò per amore piuttosto che con proposito deliberato; ed ho riso un po' con Brioschi della serietà della tua confutazione.76)
Come si dovrà costituire? Nominando la metà più uno, non potrei, non vorrei nominare che accademici del nostro colore, i quali poi non sarebbero tanto gonzi da nominare antichi accademici antipatici: sì che gran parte di questi sarebbero esclusi. Ma ciò sarebbe in contraddizione con le mie dichiarazioni formali in Parlamento,77) secondo le quali tutti rientrerebbero, eccetto gl'intrusi, e posso aggiungere i decaduti. Questi vennero esclusi non per motivi politici, ma in virtù dello statuto. Gli Accademici dunque avrebbero il dovere, in virtù dello stesso loro statuto, di escluderli; e credo che lo farebbero, chi per timidezza, chi per coscienza e chi per mostra di liberalismo ed indipendenza. Costà il romore non corrisponde ai fatti; una volta allo stretto si diventa buoni e docili. Ma se par prova di dubbio processo, ecco un altro partito. Raccogli da alcuni fidati, p. e. De Meis, Settembrini ecc., i nomi degl'intrusi e dei decaduti, cioè di quelli che hanno irregolarità di nomina o non hanno lavorato secondo le prescrizioni dello statuto. Accertati bene i fatti, si può con un decreto ammettere nominativamente tutti gli accademici, eccettuando gl'intrusi e i decaduti, che non sarebbero compresi nella lista. Così si evita l'odiosità dei nomi propri. Forse sarebbe conveniente che il decreto fosse preceduto da una commissione ad hoc, la quale non dovrebbe scrutai le opinioni,
7) Nelle lettere fin qui note di Quintino Sella non v'è alcun riscontro sull'argomento della ricostituzione dell'Accademia reale di Napoli.
77) Il discorso in difesa del decreto di scioglimento dell'Accademia reale di Napoli è del 20 giugno 1861 e può leggere in: F. DE SANCTIS, 77 mezzogiorno e lo stato unitario cit, pp. 101-106.