Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
anno
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1998
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pagina
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310
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310 Marco Maggiori
Del santo di Caprera oggi è la festa. Lente movete e in riverente aspetto All'altare del santo benedetto.
Ora povero ei piange e desolato Dal ligure immortale abbandonato; Oh, s'egli piange di Mazzini all'ara. Vi solchi il viso una lacrima amara, Vi sfiori il labro una mesta preghiera Per i santi di Genova e Caprera, Che tal prece non è bigotteria; Sono i santi d'Italia - e così sia.
Scompaiono così, attraverso l'enfasi dell'esaltazione,1) i contrasti profondi tra i due personaggi e le intransigenze reciproche.
Si intravede già ora come sia difficile collocare YAdda in modo compiuto all'interno delle classiche quattro correnti del repubblicanesimo post-mazziniano proposte da Nello Rosselli e poi da Giovanni Spadolini:2) essi distinguono tra i mazziniani puri, i repubblicani intransigenti alla Alberto Mario, i repubblicani transigenti alla Bertani ed i repubblicani alla Garibaldi.
Pur con una maggiore vicinanza al riformismo parlamentare di Agostino Bertani e della Sinistra Estrema, negli articoli òdRAdda si trovano riconoscimenti ammirati per l'altezza di statista del conte di Cavour o per il coraggio
*) I versi hanno la seguente introduzione da parte della redazione del giornale: Ad onore dei due più grandi italiani riproduciamo i bei versi del Franciosi di Palermo pubblicati dal giornale eminentemente democratico di Messina L'Operaio, di cui abbiamo gentilmente il cambio. I versi centrali del testo sono: Sorge ci tra' mirti della villa Inglese, / Veglia sui fiori del gentil paese; / li ripara da' nembi oltramontani, / Dai fastidiosi vermi paesani; / Miracoli operò tanti e poi tanti, / Che non han fatto tutti insieme i santi; / Toccò la verga - ed eccoli risorti / Tutti d'Italia i figli - ed eran morti! / Toccò la verga e oltre la vetta alpina / Ecco fuggir le bestie di rapina, / Ecco fuggir i nordici cavalli, / Ecco il volo spiegar aquile e galli; / Es quando tu il miracolo compito, / Laggiù a Caprera e' ritornò romito. Mazzini viene giudicato il più grande pensatore italiano del XIX secolo, con Cattaneo e Ferrari: Morte di Giuseppe Ferrari, 5 luglio 1876; e ancora il più gran filosofo del secolo: Non curatevi dei giudici dei Moderati, 13 settembre 1875. Altrove è ritenuto dotato di concatenazione logica d'idee e di nerbo di argomentazione: Rivista politica, 19 agosto 1871, fino a giungere all'epico Garibaldi è U trionfo, Mazzini è la febbre di ottenerlo nell'artìcolo per la morte del cospiratore genovese: Giuseppi Macini, 16 marzo 1872.
3 N. ROSSELLI, Saggi sul Kisorffmento t altri scritti, Torino, Einaudi, 1946, p. 294. La partizione appartiene al saggio Repubblicani e socialisti in Italia che e del 1926; G. SPADOLINI, I repubblicani dopo l'Unità (1871-1984), Firenze, Le Monrùer, 1984, pp. 23-24.