Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <311>
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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di certe scelte economiche del ministro Sella,3) ma anche accenti di ribellismo scapigliato e ripetute affermazioni di opposizione al sistema.4)
Un eclettismo a volte sconcertante, conseguenza della apoliticità pro­grammatica del giornale come pure di un certo tipo di ricezione conserva­trice del rnazzinianesimo.
In che senso dunque A.dda mantiene una linea di opposizione ai go­verni della Destra anche negli anni di più incerto repubblicanesimo? Che parte hanno le tendenze più democratiche del rnazzinianesimo e del garibal-dinismo?
Il principio di nazionalità domina l'ideologia del periodico: l'accusa alla Destra monarchica è perciò quella di non dimostrare (meglio, di non poter dimostrare) un vero patriottismo in quanto legata storicamente, costitutiva­mente, ad un'alleanza col cattolicesimo e con l'aristocrazia, cioè coi principi di autorità e gerarchia. Ciò non impedisce di sostenere l'inconciliabilità pratica, in Italia, tra la dinastia di Savoia, usurpatrice del potere temporale, e la Chiesa cattolica, tesa a difendere i privilegi e l'esistenza statuale (anzi il conflitto ed il progresso storico porteranno presto al loro crollo definitivo).5)
3) A Balsamo Incudine, 17 settembre 1870: nella pratica politica, dopo Cavour, non ho veduto che miopi. Per quanto riguarda il ministro delle finanze Sella, a proposito della sua legge finanziaria: Ben venga dunque l'onorevole Ministro e tagli pure sul vivo, nella Rivista politica del 19 marzo 1870.
*) In occasione dà provvedimenti eccezionali di pubblica sicurezza votati dal parlamento si preannuncia la battaglia della schiavitù contro la libertà. J provvedimenti di P.S., 19 giugno 1875: Per le nostre libertà, pel nostro decoro, per le glorie nostre veglia un vindice terribile che dall'oggi al domani può vendicarci. Sono le nostre tradizioni, sono i campi di battaglia dove germogliò con tanti sagrificì la nostra indipendenza; è il sangue dei nostri padri e fratelli che bagnava le nostre zolle; è la memoria loro ed è il dolore rimasto nelle nostre famiglie ricordato dai sepolcri sparsi per tutta Italia. Uomini del governo, voi siete in duecento e nove. - L'Italia sa con quali intrighi vi siete tatti rappresentanti della nazione. - Credete forse di aver vinto?. Una vera dichiarazione contro il sistema è quella del 9 giugno 1875 nella Nostra corrispondenza, da Como, quando si parla di quel benedetto statuto, carpito dal popolo alla paura di re Carlo Alberto il 4 marzo 1848 che è ormai cosa vieta e ridicola come la guardia nazionale, la libertà di riunione, la libertà di pensiero, la tolleranza dei culti, il privilegio del voto di fronte all'universalità della legge e eguaglianza davanti all'esattore più o meno forzoso. H rievocando la comune partecipazione alla campagna di Roma del 1867, Leone Beltxamini, da Como, scrive al lecchcsc Ernesto Pozzi augurandosi 1* alleanza dell'esercito col popolo che salvar deve la libertà della patria, cioè la rivoluzione e la repubblica personificati in noi (i garibaldini): Sottoscrittone per l'insurrezione slava, 9 ottobre 1875. Una forma di antiparlamentari­smo è infine quella che appare dal desiderio che la giustizia sia guarentita dal vigile e impar­ziale sguardo del pubblico e che le entrate fiscali siano controllate cosicché se ne renda stretto e chiaro conto di semestre in semestre o dì anno in anno: Programma, 2 gennaio 1875.
9 11 Governo reale italiano non può combattere radicalmente i prindpìi del diritto divino perché scalzerebbe le basi del suo edilizio. E poco dopo: Il privilegio mitriato (la Chiesa), non v'ha dubbio, sarà il primo a cessare, come quello che è il più assoluto e contro cui si ribellano le più distinte intelligenze mondiali e il maggior numero di popoli; Giusti a ragione lasciò scritto: O suoni a festa, o suoni a funerale, Muore un codino e nasce un liberale. Caduto il primo e più imponente per il prestigio di millenaria vetustà, ad uno ad uno cadranno