Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <314>
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314 Marco Maggiori
Fino alla metà di luglio del 1870 l'attenzione del giornale è concentrata, in tono irridente e sarcastico, quasi soltanto sulle discussioni del concilio ecumenico a proposito delle bambocciate della papale infallibilità.11)
Con la guerra franco-prussiana inizia un'azione spontanea di propa­ganda, fiancheggiatrice delle scelte del governo, in contraddizione con lo spirito mazziniano entro cui, pur nella sua apoliticità, A.dda intende collo­carsi: nella prospettiva che Roma diventi in breve capitale d'Italia, ai primi di agosto, essa ignora la pressione della Sinistra parlamentare sul governo e rifiuta i tentativi insurrezionali mazziniani e garibaldini di Aspromonte e Mentana: Le cose che Scialoia e Cialdini dissero in grembo al ramo più conservatore del Parlamento, e il biasimo inflitto al Ministero, dall'uno ricordando i pericoli di rinnovare i lutti d'Aspromonte e di Mentana, dall'al­tro criticando le economie sull'esercito, suscitarono un insolito fuoco incro­ciato di recriminazioni .12) Propone invece, nell'imminenza dell'invasione da parte dell'esercito italiano, l' immortale Cavour come guida della linea politica: Le porte della città eterna stanno per aprirsi ai figli d'Italia, e il voto di tutti trasformato in legge, sulla proposta dell'immortale Cavour, dal nostro Parlamento, sta per entrare nel numero dei fatti.13)
Viene espressa dunque una fiducia completa nell'azione dei moderati, nella loro opportuna prudenza, fino a concludere, il 17 settembre, che l'Italia intanto aspetta la conquista della sua capitale.14)
l!> Nei primi due anni di vita le idee dell'Adda derivano quasi soltanto dagli articoli di due collaboratori. Il primo, che si firma con lo pseudonimo di Alfa, è il prof. Giacomo Vicini, direttore delle scuole tecniche di Lecco. Egli e l'autore della Rivista politica di prima pagina ed informa, con resoconti sovente secchi e cronachistici, sui principali avvenimenti italiani ed esteri, ma a volte si pronuncia con osservazioni critiche di sano buonsenso, in una prosa piuttosto ampollosa. La definizione della infallibilità del pontefice come bambocciata compare nella Rivista politica del 30 luglio 1870. Il secondo si firma invece Il Romito di Montebarro. Egli compare sul giornale con lettere (che si immaginano scritte appunto dalla rustica solitudine del Monte Barro) riguardanti soprattutto la vita religiosa del tempo, in Italia ed a Lecco, con un forte tono anticlericale. La collaborazione di Alfa termina il 5 giugno del 1872, con la sua morte; quella del Romito termina alla fine del 1872.
12) Prima di luglio l'unico intervento dell'Adda sulla questione romana si trova nella Rivi-sta politica del 19 febbraio 1870. Viene riferita, inizialmente, una notizia del Times secondo cui Napoleone HI avrebbe consigliato a Pio EX il ritorno ad una politica meno intransigente, simile a quella precedente il 1848, e, successivamente, la voce isolata di un deputato del parlamento transalpino, favorevole alla soppressione degli stanziamenti di bilancio per l'occupazione francese di Roma. L'articolista dell'Adda deduce fiduciosamente la possibilità di riaprire la questione romana: occorre comunque tener presente che nell'ultimo periodo dell'im­pero napoleonico il nuovo governo Ollivier inaugurò effettivamente una politica più aperta e liberaleggiante.
13) Rivista politica, 10 settembre 1870.
W Rivista politica, 17 settembre 1870.