Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <316>
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Marta Maglioni
Siamo ad un'opera dì incoercìbile propaganda in cui compare sovente la denigrazione dell'avversario, sia esso l'ameno esercito pontificio costituito da una masnada di gente raccogliticcia, d'ogni razza, feccia di tutto il mondo, sia la Chiesa stessa, incarnazione di un potere sorpassato storica­mente.17)
I motivi dell'appiattimento sulle posizioni della Destra sono diversi. Anzitutto il patriottismo, che costituisce una specie di coscienza nazionale, comune a tutti i gruppi politici del Risorgimento: esso si nutre della convin­zione profonda che la missione del popolo italiano, la sua presenza storica, la sua unità d'azione alla pari con gli altri paesi d'Europa, richiedano una colla­borazione, nelle scelte decisive, che vada al di là delle divisioni esistenti.
Ma ci sono altre cause: dal timore della reazione della Chiesa, al bellici­smo crescente degli stati europei, ad una ormai diffusa visione della storia, positivista e darwiniana, fondata sulla lotta fra le nazioni.
L'atteggiamento del giornale cambia a poco a poco dopo il risultato, ovviamente favorevole, del plebiscito del 2 ottobre sull'annessione dello Stato pontificio all'Italia.
Si pongono allora i problemi del trasferimento della capitale e del primo viaggio del re nella città conquistata, a segnare con la sua presenza l'insediamento del nuovo potere, ma cercando di non suscitare altre reazioni di Pio IX.
JA.dda mostra allora due posizioni contrastanti poiché, da una parte, persevera nella benevola attesa delle decisioni governative e, dall'altra, critica la condiscendenza eccessiva verso la Chiesa così come l'attendismo nel decidere il trasferimento.
Diminuito infatti il timore dell'intervento di potenze estere a sostegno dei papa cresce contemporaneamente l'impazienza per il fatto che il re non si affretti a giungere nella città e che il Governo decida di temporeggiare: la sua politica viene allora definita come problematica, ma in tono ancora bona­rio.18)
sera si fece una spontanea illuminazione, la Banda musicale percorse le vie e la popolazione tutta, si può dire, erasi rinversata nelle strade plaudente al fortunato avvenimento. Nessun disordine turbò la generale allegria, che si protrasse sino ad ora tarda.
,7> Caro Direttore 1Q ottobre 1870 e Rivista politica, 24 settembre 1870.
8) Il 15 ottobre 1870, insieme alla difesa del governo, già citata, compare una lettera del Romito di Montebarro che critica, bonariamente ed ironicamente, il buon Cadorna, troppo ossequioso verso le autorità della Chiesa. La critica è esplicita nella Rivista politica del 29 ottobre: in Roma, quasi sgomentati del nostro ardire, non osiamo guardare in feccia il nemico che ce ne contendeva il legittimo possesso, e procuriamo di rabbonido facendogli le più sperticate offerte col sorriso sul labbro e chapeau lux. La Rivista politica del 22 ottobre conferma che gradualmente il giornale sta mutando atteggiamento: da una parte definisce piuttosto generiche le promesse del ministro Sella di voler affrettare il trasferimento della capitale, dall'altra, subito dopo, prevede rapide decisioni, quasi come incitamento o autocon­vincimento. Infetti afferma: Da un momento all'altro sì attende la riconvocazione del Parla-