Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <317>
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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L'opposizione chiara e decisa alla Destra emerge quando, soppresso il potere temporale, il parlamento è chiamato a ridefinire i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica.
Il disegno di legge sulle guarentigie al pontefice fu presentato alla ca­mera dal Governo il 9 dicembre 1870: esso si fondava su un precedente progetto di Cavour, aggiornato in gennaio da una commissione di sette parlamentari guidata dal moderato Ruggiero Bonghi, sempre sulla base del principio separatista della libera Chiesa in libero Stato.
Il progetto della commissione fu discusso, con modifiche, tra il 23 gen­naio ed il 21 marzo 1871 alla camera, fu approvato il 2 maggio al senato e venne pubblicato il 15 maggio 1871.
Gli orientamenti della maggioranza della Sinistra, più laicisti e separati­sti, tendenti a parificare tutte le religioni di fronte alla legge, ed a controllare la libertà della Chiesa, in quanto ostile allo Stato italiano, incisero solo limi­tatamente durante il dibattito in aula.
Prevalse la maggioranza di Destra e del Centro che sosteneva, col Go­verno, il progetto della commissione nel quale si concedeva, istituzional­mente, la parificazione tra il pontefice e il re nella inviolabilità e nella sovra­nità, la facoltà di tenere guardie armate per la custodia dei palazzi vaticani, l'inviolabilità degli stessi palazzi per la forza pubblica italiana, la libertà del papa nella comunicazione coi vescovi come nella loro nomina e la libertà di riunione del clero cattolico.
Gli articoli àéNAdda fanno comprendere chiaramente la sua posizione contraria al progetto del Governo e la preferenza per le idee della Sinistra.
Si tratta di brevi interventi, da ottobre a dicembre, dunque precedenti l'inizio della discussione parlamentare, allorché si sviluppò un ampio dibattito su tutta la stampa italiana.
L'adesione alla formula della libera Chiesa in libero Stato viene esplici­tata con proposte generali di assoluta separazione tra Chiesa e Stato, cosi che il vescovo di Roma eserciti liberamente gli attributi della sua potestà spirituale, senza che alcuna Autorità governativa s'ingerisca: infatti lo Stato non deve avere a che fare con la religione, che è affare di opinioni e di coscienza.1?) Ma immediatamente si precisa più volte che non vi deve essere nessun privilegio e nessuna franchigia per il pontefice affinché lo statuto e le leggi vigenti non siano violati.
Divengono allora inaccettabili le concessioni offerte nelle guarentigie al papa e al clero. UAdda chiede che essi rientrino nella legge comune dei cittadini, ne abbiano i diritti e ne compiano i doveri come privati uguali agli
mento a Firenze per l'ultima volta, onde ottenere l'approvazione del plebiscito e quindi dell'annessione all'Italia di Roma e di tutto il suo territorio, in seguito alla quale approvazione S.M il Re farà la solenne sua entrata nella città eterna.
io) Caro Direttore, 1 ottobre 1870 e 26 novembre 1870; Rivista politica, 29 ottobre 1870.