Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <327>
immagine non disponibile

LAdda di Lecco 1870-1876
327
Tali motivi vengono ribaditi continuamente sulla base di un mazzìnia-nesimo paternalistico ed edulcorato, fatto proprio dalla borghesia laico-progressista. Conseguentemente un comune riformismo, moderato e severo, caratterÌ2za i programmi economici dei candidati lecchesi alle elezioni del novembre 1870, l'enologo Graziano Tubi per i moderati laici ed il grande proprietario Angelo Villa Pernice per la Destra clericale. La soluzione al deficit del bilancio deriva, per il primo, daU'economica esazione delle imposte esistenti, dai possibili risparmi di bilancio, dalla diminuzione del numero degli impiegati pubblici e da provvedimenti ancora più concreti come quelli di sospendere la pensione agli impiegati poco ligi al dovere, di sopprimere le classi con pochi alunni ed i posti di lavoro inutili.
Il discentramento amministra rivo esige invece cautela in modo da evitare incessanti cambiamenti che hanno stancato il paese.52)
In effetti il dott Graziano Tubi premette alle chiare ed incisive propo­ste che le sue opinioni politiche non sono avverse in massima all'attuale ordine di cose .53)
Più audace e consapevole, a questo punto, il conservatore clericale Villa Pernice, già filoaustriaco, che pone al primo posto del suo programma elettorale la necessità del decentramento, essendo ormai raggiunta la stabilità ed unità politica, così da ravvicinare gli amministratori agli amministrati e da uniformare i provvedimenti sui bisogni speciali, i quali, diversi da luogo a luogo, da provincia a provincia, mal potrebbero soddisfarsi dal potere centrale.
Sembra di trovare un'eco del decentramento regionale difeso dal sena­tore milanese moderato Stefano Jacini in quegli anni e consistente sostan­zialmente in un assetto federalistico, come spiega nella Lettera agli elettori di Terni. Quanto alle imposte, Villa Pernice concorda col candidato della Sinistra: ve ne sono troppe, ma ciò che occorre è prima di tatto la perequa­zione da provincia a provincia, unificando le leggi di riscossione e non dimenticando l'evasione fiscale.54)
di Padova, che condanna l'ozio e l'infingardaggine operaia perché contrari ai patriottismo e A Balsamo Incudine, 17 settembre 1870, dove peraltro prevale uno spirito concretamente cavou-riano con l'invito a possedere la capacità di rendere prospere le popolazioni.
52) he eledoni, 19 novembre 1870.
53) Ibidem. Tuttavia subito dopo si contraddice dichiarando che molte modificazioni vi abbisognano. '
*4) Ai mia elettori nel collego di Lecco, 19 novembre 1870, dove si osserva; Perocché i sa-grifizi che il cittadino sopporta per il pubblico bene paiono oltremodo gravosi ed insopporta­bili, quando non rutti vi siano in eguale proporzione obbligati. La sperequazione delle imposte è il peggiore dei mali che affliggono il nostro Stato, ed a guarirlo gioverà anche lo studio di una riforma specialmente di quelle leggi di imposta, che basate sulla denuncia, sono osservate soltanto dai contribuenti onesti . Per le idee di Stefano Jacini si veda la sua opera Sulle condizioni della cosa pubblica in Italia dopo il 1866, Firenze, Civelli, 1870, dove afferma, p. 93: Mi