Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <328>
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328 Marco Maggiori
In pratica i due aspiranti deputati rappresentano idee largamente cor­renti sia all'interno della Destra che della Sinistra parlamentari.
Una settimana dopo, il 6 novembre, per il ballottaggio stanno di fronte di nuovo gli stessi candidati.
Nella propaganda scompare la pacatezza della riflessione ed ognuno estrae l'arma segreta per lanciare Ì colpi bassi: le tasse.
Entrambi giurano e spergiurano di essere contrari ad ulteriori imposi­zioni; Villa Pernice, deputato uscente, vanta di essersi opposto alle esorbi­tanze del fisco, come nel progetto Omnibus del Sella ma il dott Tubi attacca col suo asso nella manica: E chi fu il relatore ed uno dei propugna­tori della malaugurata legge sul macinato? .
Risultato: se al primo turno Graziano Tubi prevale per 163 voti a 162, al secondo Villa Pernice viene eletto per 370 voti contro 192.
L'onestà maggiore in fondo è quella della redazione del giornale che di­chiara esplicitamente come le due candidature siano ottime l'una e l'altra.55)
Se passiamo alle grandi scelte della politica economica nazionale YA.dda appare lontanissima dall'idea corrente di una vocazione rurale dell'Italia ed insiste quasi ossessivamente sulla necessità di uno sviluppo industriale e commerciale, segno esso solo della parità raggiunta coi principali paesi europei: una convinzione certo prevalente nella Sinistra, ma non assente tra gli uomini della Destra, basti pensare a Quintino Sella.
L'informazione economica viene finalizzata dunque all'intento di creare una coscienza collettiva dei grandi risultati da raggiungere (esaltando nel frattempo quelli raggiunti con una oscillazione tra ottimismo entusiasta e pessimismo senza speranza.56)
sembra che perfino la distribuzione delle imposte dirette, delle quali il Parlamento nazionale fisserebbe i "contingenti" per Regione, potrebbe essere attribuita ai singoli consigli ammini­strativi di queste.
53) Le eledoni, cìt. Tuttavia il 3 dicembre 1870 le Notiate varie fanno scoprire la preferen­za per il candidato laico: Ci gode poi l'animo di sapere che il sig. Tubi riuscì vincitore nel ballottaggio a Caprino, con immensa maggioranza. Le elezioni del novembre 1874 si com-battono, nelle pagine dell'Adda* più sulle qualità morali dei due candidati (ancora Villa Pernice e il garibaldino Ernesto Pozzi) che su punti prioritari di un programma. Ernesto Pozzi cita molto il fiscalismo governativo, sostenuto a suo dire anche da Villa Pernice, ma senza rifles­sioni e proposte vere, nemmeno a proposito del dissesto finanziario. Demagogicamentc, visto il suo anticlericalismo di ferro, condanna il governo anche perché non trovando più denaro nemmeno al dicci per cento pensò di prendersi i beni delle vostre chiese mentre il signor Villa Pernice non mancava dì approvare. Ciò comunque non gli servì a guadagnare consensi. Si vedano gli articoli del 14 novembre 1874.
5Q Un'atmosfera di grandiosa marcia inarrestabile traspare dalla Rivista politica del 16 settembre 1871: Noi dobbiamo rallegrarci perché in brevissimo volgere di tempo ci siam già avvezzi alla vita intellettuale, e se le cose continueranno a camminare di questo passo, ben presto potremo raggiungere e lasciarci addietro que' che ci avean precorso nei tempi del nostro sonno. L'esposizione di Napoli fu come la scintilla che appiccò il fuoco alle polveri. Ecco Milano, Monza, Varese, Udine e Belluno che s'affrettano ad imitare la splendida conso­rella, e che [sif] le industrie e l'agricoltura fan bella mostra di sé ed attestano la supremazia