Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <329>
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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In questo ruolo VAdda non è più giornale di opposizione ma di piena integrazione nello sforzo storico-politico di rinascita condotto dai governi della Destra. Ovviamente non si illude che l'Italia possa collocarsi alla pari con nazioni come la Francia o la Germania.
Si interroga piuttosto sulle cause dell'arretratezza economica italiana e le trova nell'incapacità, nell'inefficienza e nella corruzione di governo della Destra, ma soprattutto in fattori storici, culturali e morali di lungo periodo.
Un'esaltata nostalgia pervade certe idilliche ricostruzioni dello sviluppo economico dell'età comunale,57) per trasformarsi nella triste constatazione dei danni provocati dall'oppressione straniera.58)
Il decadimento storico secolare viene aggravato dalla presenza asfis­siante della Chiesa, capace di ottundere il desiderio di progresso e di can­cellare dagli animi l'idea di una missione nazionale: la superstizione e l'ignoranza, togliendo la consapevolezza politica e sociale al popolo, lo dirigono all'amore per il culto sfarzoso della liturgia e per il commercio del sacro.59)
delle vittorie dell'intelletto su tutte le altre. Ugualmente le diverse classi sociali si costituiscono spontanee in benefici sodalizi mentre un atteggiamento opposto emerge, un mese dopo, dall'articolo L'internazionale, del 21 ottobre 1871: Continuando di questo passo non andrà molto che dovremo aspettarci di vedere conflitti spaventevoli combattersi fra il proletariato, i perseguitati, i malcontenti, i rovinati da una parte, e i potenti insieme stretti e legati per qualsiasi cagione dall'altra; ed allora la responsabilità del sangue versato, delle devastazioni, delle rovine, degli incendii, degli sconvolgimenti, che sogliono accadere nei momenti di disordine, ricadrà su quegli uomini, che coi loro sistemi, colle loro azioni hanno trascinato la società umana in tanta sventura. La colpa è attribuita infatti anche a tutti quei grandi che possiedono ricchezze, stabilimenti industriali, opifici, fabbriche, imprese, lavori colossali, [...] solo premurosi di lucrare più che sia possibile.
Q II lavoro non basta ai bisogni, 4 gennaio 1873: Dacché poi colla face della civiltà si vennero inaugurando altri tempi ed altri sistemi, si è sempre creduto che lavorando non solo si basta a sé, ma si apre altresì una fonte sicura e indifettibilc di ben essere: e durante la notte medioevale in nessun paese d'Europa meglio lo si provò che in Italia, ove assai presto si apprese a cercare in esso le grandi risorse che non erano consentite da un suolo ingrato alle attenzioni e ai sudori dell'uomo: e gli estranei, se pure vogliono ricordarselo, ci devono essere riconoscenti dell'esempio appreso dai padri nostri. Che sarebbero state Venezia tra le sue lagune, e Genova tra que' scogli, donde, al dire di Sismondi, pare che fuggano anche i pesci, e Pisa tra le sue pestifere maremme, e Amalfi tra la strettezza del suo territorio, se disdegnando la miseria e l'abbrutimento, battuto non avessere l'arringa, su cui colsero larghissimi frutti?. Come si vede l'ampollosità non fa difetto.
5*9 11 lavoro non basta ai bisogni, 8 gennaio 1873: Basterebbe si ricordasse, che quella Mi­lano, che sotto i Visconti e gli Sforza aveva fiorito, venne sempre più decadendo, dacché legata al carro di Spagna, questa credette di rassodarvisi col fare che vi si estinguessero le prische virtù, e di moda venisse la spensieratezza del vivere, e si cercassero le materiali giocondità in compenso dei diritti perduti, della gloria eclissatasi, e delle nobili soddisfazioni che avevano già formato il vanto delle generazioni passate.
59) Uinternatonak ót: Tutti quei ministri, falsamente chiamati di Dio, che avversando la patria e le sue istituzioni, la deturpano in ogni guisa, spargendo la superstizione e la paura dei castighi celesti, propagando l'ignoranza ed il bigottismo colla formazione di società e