Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Lecco. Secolo XIX
anno <1998>   pagina <333>
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L'Adda di Lecco 1870-1876 333
prima ancora dell'idea della deviazione del Tevere e del prosciugamento delle paludi di Ostia, che sosterrà con relezione a deputato nel 1874, presentò nel 1871 un progetto per rimpianto di colonie agrarie in Sardegna.
L'iniziativa aveva intenti produttivi ed educativi consistendo nella fon­dazione di dieci colonie agrarie con opifici manifatturieri e scuole pratiche di agricoltura.
A tale scopo venne presentata richiesta al governo per la concessione di 100.000 ettari di terreno, l'esenzione fiscale, la costruzione di strade e canalizzazioni, con l'impegno di versare al governo stesso un canone di L. 100.000 nel primo decennio.72) Siamo all'interno di un filantropismo volontaristico appellantesi, in altre occasioni, al buon cuore dei datori di lavoro che s'adoperarono pel bene di una classe utile all'industria del paese73) o pieno di elogi di fronte alla munificenza dell'abile banchiere duca di Galliera che, a Genova, non risparmia aiuti sostanziosi per il bene dei lavoratori.
Altre istanze proprie della linea democratica sono invece trattate dal-Yjidda con maggiore realismo, o meglio con scetticismo; così è per la richie­sta di abolizione degli eserciti permanenti, in nome della nazione armata, su cui Garibaldi insisteva con particolare passione e che faceva parte delle richieste non secondarie della Sinistra Estrema visto che Fon. Agostino Bertani riteneva potesse far risparmiare centinaia di milioni l'anno.
UAdda ne accenna proprio nel suo primo numero del 1870, dichiarando auspicabile la scomparsa degli eserciti permanenti ma riservandola giudizio­samente ad un tempo lontano di pace, con lo scopo di alleggerire la pressione fiscale sui cittadini. Ancora più lontano sta la vera terra promessa, la pace perpetua, il ben essere generale. A chi apparterrà dessa un giorno? .74)
Assolutamente ignorate sono invece alcune idee estremamente radicali di Garibaldi il quale, nel suo decisionismo, proponeva, per il raggiungimento del pareggio, di abolire la leva addestrando i giovani nelle scuole o altri edifici pubblici (in tal modo intendeva, preparare la nazione armata), di ridurre gli stipendi degli impiegati dello stato ad un massimo di 5.000 lire annue, di eliminare le prefetture, di abolire ogni intervento finanziario che riguardasse in qualche modo la Chiesa e, dulcis in fundo , se del caso, di togliere il superfluo ai ricchi.75)
7 Rivista politica, 8 aprile 1871, che riporta le notizie faSPEconomia dltaHa.
73) Ancora delle setaiuoli cit
*9 Rivista politica, 16 settembre 1871.
75} Lettera Al Parlamento Nazionale del 19 maggio 1876 e Considerazioni politiche, attribuite al 1875, in G. GARIBALDI, Scritti e discorsi politici e militari. Voi III: (1868-1882), Bologna, Cappelli, 1937, rispettivamente a p. 239 e p. 557. Si veda anche la lettera a C. Ceretti, del 22 settembre 1872, in Garibaldi unto anni dopo. Atti del convegno di studi garibaldini Bergamo, 5-7 marzo 1982. A cura di Aroldo Benini e Pier Carlo Masini, Firenze, Le Monnier, 1983,