Rassegna storica del Risorgimento

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anno <1914>   pagina <661>
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VAYQIWQÌO e la Biblioteca OonwnaU di Vellefri 661
anche agli uomini che non si mischiarono punto agli avvenimenti del tempo.
Maggiore interesse sovra tutti hanno i volumi dei documenti appartenni! al conte Camillo Borgia (1773-1817), che, di carattere irrequieto ed andace, condusse vita avventurosissima. Marinaio su le galee di Malta, intraprese lunghi viaggi e, tra i primi, esplorò l'Africa romana, poi militò in Germania, in Francia, in Bussia, sotto la bandiera austriaca, passando da un paese all'altro pel solo desiderio di battagliare e di sfuggire alla noiosa e tranquilla vita della guarnigione. Le memorie della sua vita avventurosa e delle sue scoperte- In Tunisia furono da lui scritte e raccolte in prege­voli volumi inediti, tuttora esistenti nella biblioteca di Leida in Olanda. Quelle dei tempi successivi, dal 23 settembre 1792 fin quasi agli ultimi anni di sua vita, più precisamente al luglio 1815, in parte scritte di suo pugno, in parte dettate alla moglie, pos­sono, con tutti gli altri documenti originali della famiglia, essere consultate con profitto e diletto nella Biblioteca comunale di Vel-letri. Accanto a notizie di semplice valore autobiografico vi si leggono particolari importantissimi per la storia d'Italia e di Francia, e più ancora per quella generale d'Europa.
Le altre carte e documenti, di carattere più spesso ufficiale che familiare, gettano molta luce sul governo francese nella nostra penisola, quando Camillo Borgia ricoprì alte cariche militari e po­liti eli e e, insieme, un alto ufficio nella Massoneria, e poi, più tardi, si pose a servizio di Gioacchino Marat.
Per gli stessi tempi del predominio francese hanno pure grande importanza i carteggi abbondanti e copiosi che i membri della no­bile famiglia Borgia ebbero fra di loro o conservarono per tempo più o meno lungo, con personaggi del loro tempo. Fra gli altri, meritano particolare ricordo i documenti e le lettere del cardi­nale Stefano Borgia (1731-1805), grande orientalista e letterato insigne, che si trovò immischiato negli avvenimenti politici del tempo. Difatti, facendo parte durante hi Bepubblica Bomana del 1798 della Commissione governativa, in assenza del Papa, fu ar­restato insieme ai suoi colleghi, rinchiuso nel convento delle Con­vertite, quindi tradotto a Civitavecchia e di là costretto a calcare la via dell'esilio; e più tardi, mentre accompagnava Pio VII ohe si recava a Parigi ad incoronare Napoleone imperatore, fu sorpreso