Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
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1998
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pagina
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337
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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A questo punto ci si può chiedere: si può definire VAdda un giornale di opposizione alla politica economica della Destra oppure no?
Se si guarda alle proteste contro il fiscalismo, gli accertamenti imperfetti, il corso forzoso della moneta, il debito pubblico che incatena l'economia, si dovrebbe rispondere di sì, ma nessuno difendeva gli aggravi o le angherie del fiscOj neppure Sella che alla Camera, l'il marzo 1870, dichiarava: come volete che prosperino le industrie, che si estendano i commerci, quando abbiamo i capitali al saggio a cui si trovano? [...] come volete, d'altra parte, che escano dalle casse dei cittadini e ci vengano dall'estero i capitali se non c'è completa fiducia? [...] Ed ancora l'abolizione del corso forzoso la potrete aspettare anche cinquantanni se non fate scomparire il disavanzo.85)
Bisogna in realtà collocare l'opposizione déH'Adda sia all'interno della citata difesa di interessi dei ceti medi cittadini legati alla Camera di commercio ed alla Banca popolare, sia in accordo, non troppo sorprendente, con l'anima mazziniano-garibaldina che coesiste con essi Proprio secondo quest'anima, che pervade molti articoli, possiamo comprendere perché la giustizia fiscale non sia l'unica via per affrontare il problema del deficit. L'altra via, risolutiva per i democratici idealisti e romantici, è la moralità che nasce dal patriottismo: con essa soltanto sarà possibile ai governanti arrivare alle scelte economiche più eque, operando, se è il caso, inasprimenti strettamente necessari e poi applicandoli senza l'arbitrio esistente: l'esempio della moralità di vita personale farà accettare a tutti i legittimi sacrifici.
Affinché il potere sia guidato dalla virtù bisogna governare con affettuoso senso di umanità; ciò vale per i politici come per i manifatturieri nei riguardi delle necessità materiali degli operai.
Tale spirito di dedizione può essere illustrato da una citazione ricavata dall'opuscolo Dello sciopero nei riguardi giuridici e sociali, del regio sostituto procuratore di stato presso il tribunale di Lecco, Cisotti, suH'Adda del 5 marzo 1870: In molti dei nostri opifici [...] pur troppo la speculazione è spoglia della parte morale, che nobilita il commercio, e che, contribuendo pur essa alla sua diffusione, aggiunge all'opera produttrice di ricchezze l'altra non meno vantaggiosa della educazione della classe operaia. Nessuno meglio
prof. Carlo Brcssan, pómo animatore del progetto e difensore della purezza mutualistica, su un punto essenziale come l'apertura della nuova banca anche ai non soci. Un primo risultato di queste spinte revisionistiche è che già alla fine del decennio il problema dell'elevamento morale e materiale delle classi popolari attraverso l'educazione al risparmio e all'uso del credito, ritorna a essere prettamente un problema di filantropia, e le forme di piccolo prestito ai soci, sull'onore, sul lavoro svolto, che rientravano negli interessi originari del credito popolare, vengono generalmente accantonate (A. POLSI, Alle orìgini del capitalismo italiano. Stato, banchi e banchieri dopo l'unità, Torino, Einaudi, 1993, p. 210). E da scoprire cosa accadde effettivamente a Lecco.
85) G. MARONGIU, op. cit., p. 270. Si tenga presente che il Sella dovette rinunziare alla sua idea di una imposta globale sul coacervo dei redditi, con aliquota progressiva, come chiedevano i democratici (F. CHÀBOD, op. cit., p. 572).