Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Lecco. Secolo XIX
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1998
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L'Adda di Lecco 1870-1876
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Continua è l'insistenza nel richiedere una diffusione maggiore dell'istruzione sul territorio, soprattutto in campagna, ed un aumento degli stanziamenti comunali e nazionali (specie per i salari degli insegnanti), proprio mentre il ministro delle finanze Sella prevedeva riduzioni di spesa per la pubblica istruzione per il conseguimento del pareggio di bilancio.
Anche in questo campo l'Adda ci dà conferma delle motivazioni fondamentali che sollecitavano il dibattito politico italiano contemporaneo. La consapevolezza della inferiorità rispetto ai principali paesi europei ed il senso di isolamento, quasi di assedio in patria, affiorano spesso dai confronti che coraggiosamente vengono offerti per dimostrare il cammino da percorrere. La lontananza delle masse, guidate dal potere tradizionale della Chiesa in una direzione antistorica e soffocante, costituisce una palla al piede, tanto più enorme in quanto la famiglia lavora a rafforzare tale divaricazione. Numerosi sono gli articoli infatti che parlano della necessità di un nuovo ruolo familiare.
La preoccupazione angosciosa di liberali e democratici è il pericolo derivante dalla mancanza di senso civico, sociale, istituzionale dei cittadini, davanti alla quale la scuola diventa il mezzo fondamentale, quasi miracoloso, per capovolgere la situazione. Prima di tutto deve essere pervasa di patriottismo e deve tendere ad eliminare la divisione tra paese legale e reale.
La prima domenica del 1873 l'amministrazione comunale di Lecco inaugura una scuola festiva di disegno, diritti e doveri, rivolta espressamente agli operai H 25 dello stesso mese di gennaio, sulla prima pagina déìl'Adda compare un ampio articolo di plauso all'iniziativa della giunta, in cui il fine professionale della scuola viene accennato assai rapidamente, prima parlando di fede nell'avvenire della nostra industria e de' nostri lavori, poi prevedendo l'anamirazione generale per il fiorire del lavoro e conseguentemente per le materiali agiatezze che frutta, ma dilungandosi in realtà quasi soltanto su quello che è ritenuto lo scopo prioritario dei corsi, i diritti e doveri dei cittadini.
Attraverso la citazione di Louis Blanc e di Sismondi si precisa che la scuola vuol essere rigenerazione e illuminazione intellettuale, morale e sociale, dove ciò che più conta è il sociale come risultato ultimo di cui gli altri due aspetti sono i mezzi: ecco allora l'insistenza sulla necessità per la gran classe dei lavoranti di essere educate in prò della patria e della umanità, conoscendo da quali doveri siano avvinti allo stato e alla società; si arriva poi alla involontaria ammissione che se del disegno non crederanno abbisognare, si sapessero almeno che giova assai il sentirsi mettere innanzi
Acquate; scuola festiva per le operaie; scuola privata femminile Giussani (aperta dal 1868); asilo infantile; scuole elementari inferiori e superiori, divise tra maschili e femminili. A Pescarenico esiste invece una scuola mista con 13 maschi e 9 femmine (Le scuole a Lecco, 10 dicembre 1870). È ìn discussione l'aggiunta di un istituto tecnico alla scuola tecnica e il rapporto tra ginnasio e scuola tecnica.